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Presepe annullato a scuola, ma non è vero e Gramellini piange su una notizia falsa

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Ci si può indignare in maniera preventiva su una notizia che non lo era? Davvero si fa un servizio alla società così?

Il più importante quotidiano nazionale, il Corriere della Sera, cade su una notizia falsa, più per sciatteria che non per malafede probabilmente. La notizia era quella per cui all’istituto Italo Calvino, in zona Precotto a Milano, si evita ogni riferimento alle ricorrenze cristiane per quello che era descritto come «Un evento anti bullismo rivolto a tutti». Apriti cielo, l’opposizione di centrodestra in città insorge. Peccato che la «Grande festa delle Buone feste» sia un evento organizzato dai genitori nel doposcuola e che anzi la direttrice dell’istituto ha predisposto una settimana di attività sul Natale a cominciare dal Presepe realizzato dai bimbi con materiali di risulta. A spiegarlo è un servizio senza preconcetti di Tv2000:

Purtroppo Massimo Gramellini, vicedirettore del Corriere, si “fida” del suo quotidiano (comprensibilmente) ma non pensa neppure per un momento di avere torto. Intendiamoci per molti aspetti ha ragione, nel senso che sono fin troppe le occasioni in cui il Presepe e il Natale come celebrazione della Natività di Gesù sono stati occultati per un mal compreso senso di rispetto per il prossimo, senza per altro che nessuna comunità islamica, religiosa o buddhista abbia mai fatto richiesta alle scuole di non celebrare il Natale o di negarne il significato cristiano. Quest’ansia di cancellazione è tutta autoimposta, introiettata in – lo ripetiamo – una laicità mal digerita e mal compresa.

Esiste un modo infallibile di non offendere la sensibilità degli altri ed è smettere di averne una propria. Ci stiamo arrivando. Nel mondo slavato dei non luoghi e delle non identità, l’unica soluzione possibile è la negazione perpetua. Non auguri di non buone feste di non Natale a tutti (e non) (Corriere della Sera, 13 dicembre)

La cosa – da colleghi di Gramellini e del Corriere – che ci dispiace è che una fonte tanto autorevole faccia errori di questa portata, minando l’autorevolezza di tutti. Se anche il prestigioso quotidiano della borghesia milanese fa questi errori che speranza c’è per il giornalismo italiano? Anche noi facciamo errori, tutti ne fanno, ma cerchiamo sempre di metterci una pezza, per dire una cosa giusta non si possono piegare i fatti, ne va della credibilità di tutti

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