Ricevi Aleteia tutti i giorni
Solo le storie che vale la pena leggere: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!
Aleteia

Giacomo Poretti su mons. Delpini: buon vicinato e decima? Ma cosa vuole questo vescovo!

Giacomo Poretti
Condividi

L’ironia del comico sui vizi dei milanesi e i (giusti) appelli del nuovo pastore di Milano durante la festa di Sant’Ambrogio

L’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, pronuncia il suo primo Discorso alla città e alla diocesi durante i Primi Vespri per la solennità del patrono Sant’Ambrogio che la metropoli e l’arcidiocesi hanno celebrato il 7 dicembre.

«Per un’arte del buon vicinato. Se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? (Mt 5,47)», è il titolo del primo Discorso alla città e alla diocesi del nuovo arcivescovo di Milano

Un pastore “controvento”

Ed è con un incalzante «elogio dei rappresentanti delle istituzioni dediti alla prossimità», quelli che «si fanno carico della promozione del bene comune» e «della pace sociale», che si apre il Discorso. Parole controvento, in tempi di «scetticismo, risentimento e disprezzo» verso le istituzioni, la politica, i corpi sociali.

Dai sindaci alle forze dell’ordine, dal mondo della scuola a quelli della sanità e del sociale, fino ai volontari che aiutano i clochard: tutti vuole ricordare, Delpini, tessendo «l’elogio degli onesti e dei competenti, dei generosi e dei coraggiosi», e chiamando gli «altri», i giovani, i pensionati «in piena efficienza» a rimboccarsi le maniche.

Una impresa corale

Il vescovo cita l’Evangelii Gaudium di Papa Francesco ed evidenzia: costruire buon vicinato è «impresa comune di cittadini e istituzioni, di fedeli e pastori della comunità cristiana e delle altre religioni». «Una impresa corale – prosegue – che riconosce il contributo di ciascuno e chiede a ciascuno di non vivere la città come servizi da sfruttare o pericoli da temere, ma come vocazione a creare legami».

Contro la società “ammalata”

È al servizio di questa vocazione che si devono impegnare la politica e le istituzioni, tanto più in una società «ammalata» di individualismo, esposta «al rischio di essere sterile, senza bambini e senza futuro», e dove tutti sono più soli e manipolabili (Avvenire, 7 dicembre).

La “risposta” di Giacomo

Fin qui le parole dell’arcivescovo. Ora, il comico Giacomo Poretti, dopo aver commentato “a modo suo” le uscite di Papa Francesco, ha scritto una lettere su questa “assurda” prima omelia di sant’Ambrogio a cura di Delpini. «A volte i vescovi, se si mettono di impegno, sono capaci di rovinarti la vacanza meglio della mogli o della propria squadra di calcio», premette Giacomo che stavolta prende in giro i vizi natalizi dei suoi concittadini.

Elogi per tutti i lavoratori!

E così, scherza Giacomo, mentre i milanesi sono immersi nei preparativi per le festività, tra aperitivi, vacanze, regali, ecco presentarsi questo vescovo “alieno”, che predica il «buon vicinato» e si mette ad elogiare «tutti praticamente quelli che lavorano a Milano».

Dagli infermieri agli spazzini!

Il vescovo “alieno”, scrive Giacomo, «ha ringraziato tutte le categorie di lavoratori, anche i bidelli, le guardie carcerarie, quelli che ti danno il numerino al Tribunale per stare in coda, gli insegnanti di applicazioni tecniche, gli infermieri, gli stradini, e ha detto che tutti siamo utili, che se Milano funziona così bene è perché tanta gente che fa un lavoraccio (non ha detto così ma voleva dire così), si sveglia tutte le mattine e va a fare quella roba lì, e la fa bene, che uno non ci crederebbe e invece è proprio così che ha detto il Vescovo».

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni