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“Non permettono insulti a nessun altro gruppo, ma contro i cattolici permettono qualsiasi cosa”

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Aleteia Brasil - pubblicato il 11/12/17

Associazione di avvocati cristiani si rivolge a un tribunale europeo contro un “artista” che ha rubato in modo sacrilego 242 ostie consacrate per una mostra blasfema

Nel novembre 2015, un’ondata di indignazione si è sollevata tra i cattolici di tutto il mondo per via dell’ennesima mostra blasfema che, protetta dalle autorità europee, attaccava il cuore della fede cristiana. Il presunto artista Abel Azcona, di Pamplona (Spagna), ha confermato di aver rubato in modo sacrilego 242 ostie consacrate per formare con queste la parola “pederastia”, evidentemente col patrocinio pubblico – nella fattispecie quello di Bildu, un gruppo spagnolo di estrema sinistra.

Attenzione: erano ostie già consacrate! Era l’Eucaristia, il Corpo di Cristo, il centro della liturgia cristiana, il cuore della fede cattolica!

Azcona le ha rubate per mesi andando a Messa, fingendo di comunicarsi e nascondendo l’ostia anziché consumarla.

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Epoca di attacchi camuffati da “arte”

Nello stesso periodo Lucca esponeva il “classico” blasfemo “Piss Christ”, che consisteva nell’immagine di un crocifisso immerso in un bicchiere pieno di urina. L’“opera d’arte” (?) è del fotografo statunitense Andres Serrano ed è già stata esposta in varie parti del mondo. Il colmo dell’ipocrisia: le stesse autorità che hanno approvato il “Piss Christ” (quelle regionali della Toscana) hanno deciso, sempre nel novembre 2015 e attraverso il Consiglio Scolastico, di proibire una visita di bambini di 9 e 10 anni alla mostra “Bellezza Divina”, che riuniva opere di Van Gogh, Chagall, Fontana, Picasso, Matisse e Munch. Il motivo del divieto? La risposte delle autorità: “Per rispettare la sensibilità delle famiglie non cattoliche”, visto che le opere avevano una tematica religiosa cristiana (cfr. La Nazione, 13 novembre).

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Non si tratta solo di due pesi e due misure, ma di un attacco massiccio aperto e aggressivo alla fede cattolica, in “esposizioni artistiche” offensive che pullulano in dozzine di Paesi, mentre il diritto dei cattolici di esporre la propria fede o di reagire in sua difesa viene costantemente negato, ridotto o ridicolizzato su innumerevoli fronti, che fanno appello alle proprie interpretazioni soggettive del concetto di “libertà d’espressione” (che vale solo quando applicato a loro).

Reazione cattolica sottovalutata

Nel caso della mostra sacrilega di Abel Azcona, l’Associazione Spagnola di Avvocati Cristiani (AEAC) sta preparando un ricorso presso il Tribunale Europeo dei Diritti Umani di Strasburgo ritenendo che ci sia stato un attacco aperto contro i diritti fondamentali dei cristiani.

Il ricorso al tribunale ha avuto luogo dopo la mancata ammissione del ricorso da parte del Tribunale Costituzionale spagnolo. Polonia Castellanos, presidente dell’AEAC, è rimasta molto delusa da questo rifiuto, commentando che “è una vergogna che un attacco di questo tipo contro i cattolici rimanga impunito”.

La Castellanos ha avvertito che la decisione del Tribunale Costituzionale spagnolo apre un precedente “perché le persone possano attaccare impunemente i cattolici”, e aggiunge: “È una discriminazione perché non si permette alcun tipo di insulto a qualsiasi altro gruppo, mentre contro i cattolici e contro i cristiani tutto è permesso”.

Di fronte al gran numero di attacchi contro la fede cattolica in Spagna e nel mondo, l’Associazione Spagnola di Avvocati Cristiani ha lanciato la campagna #RespetaMiFe (“Rispetta la mia fede”), che ha già raccolto più di 30.000 firme chiedendo protezione contro le minacce alla libertà e al sentimento religioso.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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