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“Non permettono insulti a nessun altro gruppo, ma contro i cattolici permettono qualsiasi cosa”

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Associazione di avvocati cristiani si rivolge a un tribunale europeo contro un “artista” che ha rubato in modo sacrilego 242 ostie consacrate per una mostra blasfema

Nel novembre 2015, un’ondata di indignazione si è sollevata tra i cattolici di tutto il mondo per via dell’ennesima mostra blasfema che, protetta dalle autorità europee, attaccava il cuore della fede cristiana. Il presunto artista Abel Azcona, di Pamplona (Spagna), ha confermato di aver rubato in modo sacrilego 242 ostie consacrate per formare con queste la parola “pederastia”, evidentemente col patrocinio pubblico – nella fattispecie quello di Bildu, un gruppo spagnolo di estrema sinistra.

Attenzione: erano ostie già consacrate! Era l’Eucaristia, il Corpo di Cristo, il centro della liturgia cristiana, il cuore della fede cattolica!

Azcona le ha rubate per mesi andando a Messa, fingendo di comunicarsi e nascondendo l’ostia anziché consumarla.

Epoca di attacchi camuffati da “arte”

Nello stesso periodo Lucca esponeva il “classico” blasfemo “Piss Christ”, che consisteva nell’immagine di un crocifisso immerso in un bicchiere pieno di urina. L’“opera d’arte” (?) è del fotografo statunitense Andres Serrano ed è già stata esposta in varie parti del mondo. Il colmo dell’ipocrisia: le stesse autorità che hanno approvato il “Piss Christ” (quelle regionali della Toscana) hanno deciso, sempre nel novembre 2015 e attraverso il Consiglio Scolastico, di proibire una visita di bambini di 9 e 10 anni alla mostra “Bellezza Divina”, che riuniva opere di Van Gogh, Chagall, Fontana, Picasso, Matisse e Munch. Il motivo del divieto? La risposte delle autorità: “Per rispettare la sensibilità delle famiglie non cattoliche”, visto che le opere avevano una tematica religiosa cristiana (cfr. La Nazione, 13 novembre).

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