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Perché l'Avvento?

Felipe Aquino - pubblicato il 09/12/17

Ecco le ragioni profonde di questo importante periodo liturgico

È stato l’evento più importante della Storia: il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Si è degnato di assumere la nostra umanità, senza smettere di essere Dio. Siamo invitati ad aspettare Gesù che viene a Natale e alla fine dei tempi.

Il Natale di Gesù si avvicina, e allora dobbiamo attendere il Salvatore con la stessa aspettativa con cui lo hanno aspettato i patriarchi, i profeti, la Vergine Maria, San Giuseppe, i re magi e il vecchio Simeone: “Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parolaperché i miei occhi hanno visto la tua salvezza” (Luca 2, 29-30).

I profeti hanno annunciato la venuta del Signore con ricchezza di dettagli: sarebbe nato dalla tribù di Giuda, a Betlemme, la città di Davide. Il suo Regno non avrebbe avuto fine. Maria lo ha aspettato con zelo materno e lo ha preparato per la sua missione terrena.

E tu, Betlemme di Efrata così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te mi uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele” (Michea 5, 1).

Isaia ha indicato il suo segno: “Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele” (Isaia 7, 14).

Sofonia fa rallegrare il popolo: “Gioisci, figlia di Sion, esulta, Israele, e rallegrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico. Re d’Israele è il Signore in mezzo a te… Il Signore tuo Dio in mezzo a te è un salvatore potente. Esulterà di gioia per te, ti rinnoverà con il suo amore” (Sofonia 3, 14-18).

Malachia indica il precursore che avrebbe preparato il suo popolo per il suo arrivo: “Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore… Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore” (Malachia 3, 1-4.23-24).

Isaia parla della sua grandezza e della bellezza del Regno messianico:

Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore. Si compiacerà del timore del Signore. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese. La sua parola sarà una verga che percuoterà il violento; con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio. Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia, cintura dei suoi fianchi la fedeltà. Il lupo dimorerà insieme con l’agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà. La vacca e l’orsa pascoleranno insieme; si sdraieranno insieme i loro piccoli. Il leone si ciberà di paglia, come il bue. Il lattante si trastullerà sulla buca dell’aspide; il bambino metterà la mano nel covo di serpenti velenosi. Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno in tutto il mio santo monte, perché la saggezza del Signore riempirà il paese come le acque ricoprono il mare. In quel giorno la radice di Iesse si leverà a vessillo per i popoli, le genti la cercheranno con ansia, la sua dimora sarà gloriosa” (Isaia 11, 1-10).

Isaia ha esortato il suo popolo ad avere forza perché Egli sta per arrivare:

Dite agli smarriti di cuore: «Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi». Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa” (Isaia 35, 4-6).

Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace” (Isaia 9, 5).

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