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Perché le calze al caminetto?

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La tradizione natalizia risale alle vicende della vita di San Nicola

La famosa poesia di Natale ‘Twas the night before Christmas descrive l’antica pratica di appendere le calze al caminetto e offre un resoconto accurato delle origini di questa tradizione.

Le calze venivano appese con cura al camino, sperando che San Nicola sarebbe arrivato presto”.

Una delle storie più famose su San Nicola riguarda la preoccupazione che aveva per tre ragazze che non possedevano una dote che permettesse loro di sposarsi. Il padre delle ragazze temeva che non riuscissero a trovare un marito e potessero addirittura finire nel giro della prostituzione. Quando Nicola venne a conoscenza della situazione, si sforzò per provvedere alla dote delle giovani.

Volendo rimanere anonimo, gettò un sacco di monete d’oro nella finestra della casa della famiglia. Il sacco finì in una calza (secondo altri racconti in una scarpa) che era stata lasciata accanto al fuoco ad asciugare. Lo fece tre volte per le tre ragazze, salvandole così dalla vergogna.

Questa storia è stata tramandata di generazione in generazione, e quando i Paesi germanici sono stati cristianizzati hanno adottato questo costume in linea con un rituale pagano che si svolgeva in precedenza. Secondo vari storici, “i bambini mettevano carote, paglia e zucchero nei loro stivali come cibo per Sleipnir, il cavallo alato di Odino, e per esprimere gratitudine e ricambiare Odino sostituiva quelle cose con dolci e caramelle”.

Le due tradizioni si sono fuse e alla fine sono diventate un costume per i bambini alla vigilia del giorno di San Nicola, il 6 dicembre. Man mano che si è sviluppata la celebrazione del Natale ed è emersa la figura di Santa Claus, le calze del 6 dicembre sono state spostate alla vigilia di Natale, e Santa Claus veniva quella notte per fare quello che prima veniva fatto il 6 dicembre.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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