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Bonolis & Manson: il diavolo passa dalla televisione?

Bonolis e Uan

© Mediaset

Giovanni Marcotullio - Aleteia Italia - pubblicato il 07/12/17

L'intensa ambizione di sapere il diavolo all'opera – segno sicuro, in effetti, della presenza di satana – ha prodotto ieri sera l'“ospitata” televisiva di Marilyn Manson a Music, lo show condotto da Paolo Bonolis su Canale 5. Al netto di allarmismi macchiettistici, s'impongono diverse considerazioni sulla televisione italiana, sulla rockstar americana e sulle insidie dell'anima. In forma di tre provocazioni.

Vedo che si fa un gran parlare, in questi giorni, dell’ospitata di Marilyn Manson da Paolo Bonolis, avvenuta ieri sera in prima serata su Canale 5. Da una parte abbiamo allora l’Associazione Internazionale Esorcisti, rilanciata in Italia dal Sir; dall’altra è intervenuto anche don Aldo Buonaiuto, animatore del Servizio Antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII e direttore di “In Terris”.

Il loro allarme è stato divulgato – e perciò semplificato – in “il diavolo entrerà nelle vostre case dalla televisione”. Il che, detto così, non è più vero che falso: il diavolo ci assedia continuamente su tutti i fronti, e in particolare su quelli che sa essere meno presidiati, quindi certamente egli può servirsi della televisione, come anche dei giornali, delle radio, dei suoni e delle immagini… ma perfino della Sacra Scrittura (le tentazioni di Cristo lo mostrano abbondantemente).

Oltre a non essere più vero che falso, quel messaggio (così semplificato), ha pure il non trascurabile svantaggio di renderci agli occhi del mondo delle macchiette: anche gradevoli in quanto esotiche, ma certamente da non prendere sul serio. Ovvio, il diavolo esiste e tutti i cristiani lo sanno, ma altro è girare nel mondo sapendo che c’è un agente oscuro e multiforme «che desidera eternamente il male» (Goethe) – questo ci conferisce semmai “una marcia in più” rispetto agli altri, per la nostra vita pratica individuale e collettiva – e altro è girare per le strade come degli invasati strillando di spegnere i televisori.

Ora, gli esorcisti hanno senz’altro ragione, quando dicono che alcune persone

insegnano a vivere pensando solo in un modo egocentrico e incentrato sul disprezzo di Dio, creatore della vita, e sul disprezzo di sé e degli altri in nome di libertà lesive della persona e dignità umana.

Ed è pure ragionevole l’invito

a proteggere soprattutto i piccoli da tali soggetti e dai loro esempi, onde evitare l’emulazione nel male invece che nel bene [e] a non lasciarsi ingannare sulla bontà di tali soggetti solo perché presentati da persone conosciute nel mondo dello spettacolo

E pure don Buonaiuto dice cose condivisibili quando afferma che

performance così violente e degradanti sono di insulto non solo alla cristianità, ma alla dignità stessa della persona.

Né va sottovalutato il suo contestuale monito:

non pochi adolescenti subiscono il fascino perverso esercitato da simili messaggi. La sacrilega teatralità di Manson è una vera e propria istigazione verso derive molto pericolose.

Ciò detto, però, bisogna riconoscere che i succitati comunicati stampa nascono già morti, se vengono diramati a immediato ridosso dell’evento che pretendono di scongiurare: di più, risulta perfino patetico avanzare pretese, sia pure sulla base di giusti principî, quando non si tiene in mano alcuna leva né si dispone di una vera moneta di scambio.

L’ideatore e conduttore di Ciao Darwin lo sa fin troppo bene: la televisione plasma i costumi, sì, ma ancora prima se ne fa specchio. Personalmente, comunque, trovo lo “stile dei comunicati stampa” (pur nel suo velleitarismo con derive al limite del patetico) ancora preferibile all’altezzoso adagio: «Non diamo loro visibilità». Ecco, questo è sintomo di un male che serpeggia e fermenta pericolosamente, nel mondo cattolico: se noi (intendo “noi cattolici”) fossimo la CNN e loro (intendo “il mondo”) fossero un drappello di ragazzotti facinorosi, il discorso filerebbe e avremmo anche tutte le ragioni di lasciare nell’oscurità le loro provocazioni. Ora però è vero il contrario: i media mainstream sono in mano a “loro”, e non sarà il “nostro” silenzio a togliere visibilità ai loro eventi. Mediaset è un colosso delle telecomunicazioni, Bonolis ci lavora da quando era un ragazzo, a confronto di quelle consolidate tecniche comunicative “noi” siamo meno che dilettanti: sembra che siamo nella sgradevole situazione per cui se ti agiti soffri di più ma se non ti muovi le prendi lo stesso. Come e perché siamo arrivati a tale livello di irrilevanza meriterebbe adeguata trattazione, ma appunto è altro discorso.

Poiché anche a me hanno chiesto un parere in merito all’ospitata, e visto che la polemica non si è ancora smorzata, provo a rispondere con tre provocazioni.

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diavolomusicatelevisione
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