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Spiritualità

"Gesù non è spaventato dal mio poco ma me lo chiede per moltiplicarlo"

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don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 06/12/17

"Anzi è a partire da quel poco che rende possibile l’impossibile" don Luigi Maria Epicoco

In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d’Israele.
Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?».
Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene. (Matteo 15, 29-37)

La scena del Vangelo di oggi è divisa in tre parti. La prima è Gesù che si ferma e comincia a guarire tutta la gente che gli viene condotta: “Salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì”. La seconda è Gesù che prova compassione per questa gente che sarà stata anche guarita ma è stremata dalla fame: “Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino”. La terza è Gesù che prende sette pani e pochi pesciolini e sfama tutti: “E i discepoli gli dissero: “Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?”. Gesù domandò loro: “Quanti pani avete?”. Dissero: “Sette, e pochi pesciolini”. Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene”. Tre sono quindi le cose che dobbiamo ricordarci. Primo: Gesù è principio di guarigione per ognuno di noi, basta andare da lui come quei malati. Ricordarsi cioè che è proprio nell’esperienza della nostra fragilità, della nostra debolezza che ad un certo punto sentiamo il bisogno di cercarlo e di seguirlo. Bastare a se stessi è l’argomento vincente del demonio. Due: Gesù non è un distributore di grazie ma uno che sente compassione per me, mi ama, gli interesso. La cosa più decisiva non è la presa in carico dei miei problemi ma sono io prima ancora dei miei problemi. Gesù è coinvolto, non è indifferente nei miei confronti. Non agisce secondo una regola di giustizia astratta ma di amore concreto. Ha cura di me nel dettaglio. È perché mi ama che si occupa di me. Tre: Gesù non è spaventato dal mio poco ma me lo chiede per moltiplicarlo. Anzi è a partire da quel poco che rende possibile l’impossibile.

#dalvangelodioggi

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