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Don Camillo e Papa Francesco evangelizzano allo stesso modo

Pope Francis; Don Camillo
Pope Francis Photo by Antoine Mekary|ALETEIA - DON CAMILLO Photo by © Cineriz / Francinex / Collection Christophel | AFP
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Dal Bambino Gesù alla Misericordia. Provate a confrontare le omelie di Bergoglio con gli stralci dei film del prete di campagna

3) Una Misericordia sconfinata

È la misericordia sconfinata di Gesù, l’umanità divina di Cristo che non solo perdona don Camillo, ma dopo avergli fatto capire che, a volte, premia più la rinuncia che la conquista, lo lascia esprimere la propria gioia d’istinto, secondo la natura semplice e a tratti ingenua del “prete di campagna” di cui parla papa Francesco.

Perché, sono ancora parole del Pontefice durante la Messa nella chiesa di Sant’Anna in Vaticano, il 17 marzo 2013: «Il Signore mai si stanca di perdonare: mai! Siamo noi che ci stanchiamo di chiedergli perdono».

Ci vuol poco a don Camillo per capire che cosa sia davvero importante agli occhi di Cristo e lui, questo prete gigantesco, chiede a Gesù perdono e si rallegra della misericordia di Dio a modo suo: esattamente come farebbe ognuno di noi. Ma don Camillo, come il suo autore, ha ricevuto una grande grazia: può parlare con Gesù.

Giovannino Guareschi, addirittura, tramite la propria coscienza, arriva a capire quando il Signore è contento o scontento di noi, delle nostre azioni. Sì, perché il modo che ha don Camillo di relazionarsi con il Cristo è lontanissimo da quello che si potrebbe immaginare essere il “canone” per un sacerdote: don Camillo si rivolge a Gesù proprio come a Lui ci rivolgeremmo noi.

Con l’ingenuità e, spesso, la spontaneità umane, convinti che Cristo, alla fin fine, sia talmente buono non solo da perdonare e soccorrerci comunque, ma anche dall’arrivare a fingere di lasciarsi ingannare. Lo specchio di questa umanissima maniera di rivolgersi a Gesù, da parte di Guareschi-don Camillo è il racconto Cinque più cinque, uno dei tanti racconti drammatici della serie di “Mondo piccolo”.

 

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