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Il matrimonio è la tomba…della demenza senile!

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Paola Belletti - Aleteia Italia - pubblicato il 02/12/17

Un corposo studio da poco pubblicato dimostra che le persone sposate riducono drasticamente il rischio di demenza senile

Lo dicono a chiare lettere i risultati di 15 studi internazionali raccolti in un’unica ricerca: essere sposati protegge dalla demenza senile e dall’Alzheimer, malattie che sono tra le voci più pesanti dal punto di vista sanitario e sociale.

Ora potremmo lasciare una serie di righe libere, di modo che il lettore possa compilarle da solo con tutte le smentite che gli verranno alla mente!

Saremmo tutti in grado di scrivere battute sulla “tortura” che il coniuge ci infligge, dimostrazioni ineluttabili della demenza precoce che affligge molti di noi coniugati (cioè non noi, ma il nostro coniuge, ovvio!) e via di seguito, con le più classiche schermaglie marito-moglie.

Eppure anche quelle, anche questa leggera tensione, amorosa, benevola, come un piccolo disordine che lasciamo esprimere per poi tornare in armonia, fanno parte dello “stile di vita” da sposati che contribuisce a farci stare meglio più a lungo, anche sul fronte cognitivo e mentale.




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Le emozioni sono contagiose: per essere felici, rendiamo felici le persone con cui viviamo!

Siamo nell’epoca che sembra osservare tutto attraverso il prisma del benessere, non di rado in maniera quasi idolatra.

Possiamo accettare di prendere la faccenda da questo lato, quello della salute e dello stare bene, traendone poi le dovute conseguenze. Fino ai principi.

Sì, essere sposati, restando fedeli, aumenta il benessere generale della persona ed in particolare riduce di una percentuale sfacciatamente significativa il rischio di demenza senile. Perché?

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Tags:
benesserefedeltamatrimonio
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