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Papa Francesco ha toccato una questione quasi proibita, e i media hanno finto di non sentire

Marko Vombergar / Aleteia / I.Media
Benvenuto a Papa Francesco nella Nunziatura di Bogotà (Colombia), 6 settembre 2017
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Perché non se ne parla? Solo perché l’hanno perpetrata i comunisti?

Pur essendosi trattato dello sterminio sistematico di un popolo, nella cosiddetta “comunità internazionale” non esiste ancora un riconoscimento ampio e chiaro del genocidio ucraino. Alcune correnti ideologiche evitano il termine “genocidio”, sostenendo che l’Holodomor sarebbe stato una conseguenza di “problemi logistici” associati ai radicali cambiamenti economici dell’Unione Sovietica, ovvero un effetto collaterale di presunte buone intenzioni.

È interessante osservare che, in modo ricorrente e ostinato, sono state elaborate teorie attenuanti e condiscendenze “tecniche” per mercanteggiare la verità sul comunismo, ma questa aberrazione storica non è stata altro che una mostruosità, odiosa e criminale quanto il nazismo.

Parlando di nazismo, inoltre, praticamente tutti hanno sentito parlare dell’Olocausto, mentre molta meno gente conosce l’Holodomor. Non si tratta di paragonare gli orrori, ma di mettere in discussione il silenzio relativo sul secondo rispetto all’ampia divulgazione del primo, considerando che nessuno dei due episodi è più o meno grave dell’altro.

C’è solo una relativizzazione morale dello sterminio umano nella mente di chi lo strumentalizza.

È però un fatto che praticamente tutti coloro che hanno accesso ai mezzi di comunicazione hanno già sentito dire che Hitler ha fatto uccidere 6 milioni di ebrei nei campi di concentramento nazisti tra il 1933 e il 1945 (anche se si presta meno attenzione al fatto che questo sterminio sistematizzato si sia esteso anche a minoranze meno ricordate, come zingari, polacchi, prigionieri di guerra sovietici, disabili fisici e mentali, omosessuali, oltre a minoranze clamorosamente “dimenticate”, come le vittime cattoliche – San Massimiliano Kolbe e Santa Teresa Benedetta della Croce sono due esempi illustri tra molti altri quasi ignorati, e bastano per mettere in discussione la campagna di disinformazione orchestrata da chi accusa la Chiesa di essere stata complice di quella carneficina).

Senza sminuire affatto la necessità imperiosa di riconoscere l’orrore a cui furono codardamente sottoposti il popolo ebraico e le altre minoranze perseguitate dal nazismo, bisogna osservare parallelamente che molta meno gente ha sentito dire che Stalin ha ucciso 6 milioni di ucraini, kazaki e altre minoranze sovietiche mediante l’imposizione della fame di massa.

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