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Essere cristiani è prima di tutto un impegno con la Verità. Allora gridiamola!

© MANDY GODBEHEAR/SHUTTERSTOCK
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Il commento al Vangelo di oggi di don Luigi Maria Epicoco

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Questo vi darà occasione di render testimonianza. Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà. Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime» (Lc 21, 12-19).

“Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza”. Vorrei dire a Gesù che magari questa soffiata su ciò che ci aspetta non è un’occasione per dare testimonianza ma un’occasione per scappare in tempo. Infatti è un po’ da pazzi essere cristiani sapendo che esserlo comporta un rischio di “controtendenza” così alto. A noi non ci piace dare testimonianza. A noi piace stare in pace con tutti, e se per stare in pace dobbiamo anche tacere la verità, allora taceremo la Verità. Ma che persone siamo se tacciamo la Verità? Siamo degli quaquaraquà! Ma a quanto pare per essere cristiani bisogna essere uomini innanzitutto. Eppure ci scopriamo così paurosi, impreparati, insicuri. Ma è ancora il Vangelo a rassicurarci: “Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere”. Noi siamo forti non di una nostra forza, ma di una forza che ci viene dall’alto e che accade in noi nella misura in cui ci fidiamo restando, resistendo, non indietreggiando, anche se la nostra paura ci dice di scappare. Anche quando diventa incomprensione da parte di chi ami, o estrema esigenza di dare la vita: “Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto”. #dalvangelodioggi

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