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Quest’anno preparate il presepe a tappe!

Nativité
© Shutterstock
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Dimenticato (di proposito) dai media, è molto più importante dell'albero di Natale. Riscattate il suo ricchissimo significato e preparatelo!

L’albero ornamentale è un simbolo natalizio accolto da secoli dal cristianesimo. San Bonifacio è stato probabilmente il primo santo cattolico a usare l’albero in questo contesto, nell’VIII secolo.

Nel suo lavoro di catechesi presso i druidi, che adoravano le querce come simboli della divinità, San Bonifacio iniziò a usare un altro albero, l’abete, perché la sua forma triangolare aiuta a simboleggiare la Santissima Trinità e perché i suoi rami verdi puntano al cielo.

PHILIPPE LISSAC/GODONG / PHOTONONSTOP
Christmas tree outside Notre-Dame de Paris cathedral Paris. France.

Quando gli alberi di Natale hanno iniziato a diventare popolari ci si è preoccupati del carattere pagano della loro origine, ma le dovute contestualizzazioni ne hanno fatto un simbolo radicato nella fede cristiana. Il simbolismo dell’albero nella nostra tradizione è poi ricchissimo: i nostri progenitori vennero orientati da Dio a non mangiare dei frutti di uno degli alberi dell’Eden; Cristo ha pagato il prezzo altissimo della nostra redenzione crocifisso su un tronco d’albero; i rami verdi e le luci che decorano l’albero di Natale evocano Cristo come Luce Eterna che viene in un mondo avvolto dall’oscurità… Nonostante le forti sfumature commerciali che l’hanno privato del suo carattere soprattutto dal secolo scorso, l’albero di Natale è un simbolo valido per la venuta di Cristo nel mondo – ma bisogna far sì che questo simbolismo sia chiaro per le famiglie cattoliche che lo decorano in questo periodo.

Ad ogni modo, l’albero di Natale non è assolutamente il simbolo visivo principale della Nascita di Gesù.

Il simbolo visivo principale del Natale è il presepio!

È stato San Francesco d’Assisi ad allestire a Greccio nel lontano 1223 il primo presepe della storia.

Era un presepe vivente, con gli abitanti della cittadina che interpretavano il Bambino Gesù nella mangiatoia, la Madonna, San Giuseppe, i re magi, i pastori e gli angeli. Anche gli animali erano reali.

Non c’è voluto molto perché questa pia iniziativa si diffondesse, trasformandosi in un costume natalizio e dando origine ai presepi scolpiti, divenuti popolari nelle chiese verso il XVI secolo grazie all’opera evangelizzatrice dei sacerdoti gesuiti.

Esistono tradizioni piene di significato intorno all’allestimento del presepe, che viene preparato a tappe. Vorremmo presentarvi alcune di queste tradizioni.

Come preparare il presepio a tappe significative

  • In primo luogo vanno collocati gli animali, i pastori, la mangiatoia e lo scenario in generale – senza le figure dei protagonisti Gesù, Giuseppe e Maria, né gli angeli, la stella e i re magi.
  • Ci sono famiglie che inseriscono nel presepio i personaggi della Vergine Maria e di San Giuseppe solo il pomeriggio del 24 dicembre, senza mettere ancora il Bambino Gesù.
  • La mangiatoia resta vuota fino a mezzanotte, quando, a simboleggiare la Nascita del Figlio di Dio, l’immagine del Bambino viene finalmente collocata.
  • Con il Bambino Gesù vengono inseriti anche gli angeli, che evocano il canto “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”, menzionato nelle Scritture.
  • Insieme agli angeli è collocata in cima al presepio la stella che guidò i tre re dall’Oriente a Betlemme per venerare il Salvatore: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. Questi tre re simboleggiano tutti i popoli della terra e vengono rappresentati su animali esotici: cammelli o addirittura elefanti.
  • C’è chi inizia a collocare i re magi nel presepio solo dal 25 dicembre. Inizialmente sono lontani dalla grotta, ancora sulla via, e si avvicinano ogni giorno fino ad arrivare accanto al Bambino nella festa dell’Epifania, il 6 gennaio.

Vera catechesi domestica

Il presepio non è un semplice ornamento, ma una bellissima forma visiva per manifestare la nostra fede e la nostra preghiera durante l’attesa e la celebrazione della venuta del Salvatore. Questa tradizione implica un processo, una crescita, una partecipazione dinamica della famiglia alla storia più bella di tutti i tempi. È una vera catechesi domestica, soprattutto per i bambini!

Resistenza alla secolarizzazione forzata

L’influsso della secolarizzazione forzata, che ha snaturato completamente il senso dell’albero di Natale (e del Natale stesso), ha molta più difficoltà a spegnere il simbolismo esplicito presente nel presepio, visto che in esso il riferimento al Salvatore è diretto e ovvio.

È per questo che il presepio è stato semplicemente “ignorato”, messo da parte per venire a poco a poco dimenticato – in alcuni casi è trattato addirittura come una cosa di “cattivo gusto” o peggio: ci sono casi, in piena Europa “democratica” del nostro XXI secolo, di prefetture che sono arrivate a proibire il presepio in aree visibili al pubblico per non “offendere” i fedeli di altre religioni…

Sarebbe un peccato che anche le famiglie cattoliche si lasciassero trascinare e dimenticassero il presepio.

E a casa vostra, quest’anno c’è posto per il presepe?

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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