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9 trucchi delle neuroscienze per far sì che i vostri figli cenino meglio

GPointstudio / Shutterstock

El cerebro del niño - pubblicato il 23/11/17

Mangiare con i bambini vi manda il cibo di traverso?

Cenare bene ha molte sfumature. Per alcuni genitori vuol dire che i figli cenino con più appetito, per altri che non lancino il cibo in aria e per altri ancora che non si alzino continuamente dalla tavola. Queste 9 strategie vi possono aiutare in tutti questi casi, perché sono progettate per far sì che il bambino si concentri su ciò che è importante, ovvero il cibo.

Forse non lo sapete, ma la cucina utilizza sofisticate tecniche di neuroimmagini per valutare l’effetto che i vari elementi dei cibi e del servizio hanno sul nostro cervello. Alcuni chef, come Ferán Adriá o Arzak, collaborano con istituti di neuroscienza per potenziare tutte le sfumature dell’esperienza culinaria.

In questo post vorrei trasmettervi alcuni principi di neuroscienza che vengono utilizzati nella cucina di alto livello insieme ad altri principi di neuroscienza legati al buonsenso per aiutare i vostri figli a cenare meglio.

1. Evitate i piatti di plastica:

Se i vostri figli hanno superato l’età in cui tutto cade a terra, evitate i piatti di plastica. Vari studi dimostrano che i piatti bianchi e un po’ brillanti fanno risaltare il cibo e lo rendono più gradevole. In generale il luccichio (del piatto o del cibo) fa sì che l’alimento venga considerato più fresco e appetitoso. Versare una goccia di olio d’oliva su una verdura bollita può avere lo stesso effetto.

2. Permettete al bambino di scegliere e di servirsi:

Se il cibo si presta, potete lasciare vari contenitori al centro della tavola con diversi tipi di verdure e permettere che il bambino scelga quelle che gli piacciono di più. Il fatto che il bambino senta libertà e responsabilità nella propria alimentazione aumenta la probabilità che sperimenti cibi diversi e mangi con più appetito. Forse non vi piace scegliere quello che mangerete in un ristorante? Anche partecipare alla preparazione dei cibi (ad esempio strappando la lattuga con le mani) o semplicemente collaborare apparecchiando aumenta il coinvolgimento al momento di mangiare.

3. Le mani sono permesse:

Ovviamente se i cibi sulla tavola si prestano ad essere presi con le mani. Non si tratta di mangiare con le mani gli spaghetti al pomodoro, ma di permettere che il bambino possa prendere in modo informale alcuni degli alimenti. Se può prendere il cibo con le mani, il bambino mangerà con più gusto.

4. Il cibo dev’essere tiepido:

Il cervello rifiuta in modo naturale i cibi freddi, preferendo in generale quelli tiepidi, perché li associa al cibo cucinato, che è più facile da digerire.

5. Luce calda per cibo appetitoso:

I ristoranti curano molto l’illuminazione perché l’esperienza sia talmente soddisfacente da convincere le persone a tornare e a raccomandare quel posto. Uno dei trucchi che si utilizzano è mettere sulla tavola luce calda per rendere i cibi più appetitosi.

6. Eliminate le distrazioni:

In molti ristoranti di cucina di classe si chiede ai commensali di spegnere il cellulare o di lasciarlo nel guardaroba. Mangiare richiede concentrazione. Far concentrare il bambino sul cibo è difficile, soprattutto se è stanco o non ha molta fame. Se poi abbondano cartoni animati, pastelli, bambole o altri tipi di giochi, la capacità del bambino di concentrarsi sul compito principale sarà seriamente compromessa. Riuscireste a concentrarvi sul lavoro se i vostri giochi preferiti, ovvero i vostri figli, circolassero nello studio?

7. Tagliate il cibo in pezzi più piccoli:

È dimostrato che è più semplice masticare e ingoiare due pezzi di carne piccoli che uno grande. È importante che il bambino abitui le mandibole a esercitare forza e pressione, perché lo aiuterà non solo a mangiare meglio, ma anche a parlare meglio. Se un giorno il bambino è particolarmente stanco, risparmiargli un po’ di lavoro gli faciliterà le cose.

8. Il bambino deve arrivare a cena con la fame:

Questo principio non richiede spiegazioni, ma molti bambini arrivano a cena rimpinzati di pane o biscotti. È un principio fondamentale della neuroscienza: il cervello che non ha fame non ha voglia di mangiare. Non commettete questo errore.

9. Anticipate l’ora di cena:

Questa è la strategia più efficace di tutte. Il cervello primitivo è una regione del cervello incaricata di gestire la fame e il sonno. Uno dei principi che lo regola è che il sonno è più importante della fame, e quindi il cervello del bambino preferirà sempre il riposo alla cena. Per questo far sedere a tavola un bambino stanco è una ricetta sicura per l’inappetenza.

Gli ultimi due trucchi sono i più efficaci. Anticipare anche solo di mezz’ora la cena eviterà che i vostri figli pilucchino cibo prima di cenare e avrà un effetto quasi magico. Mezz’ora prima significa il 50% in meno di capricci, il 50% in meno di “Non mi piace”, il 50% in meno di “Non alzarti”, il 50% in meno di “Non ho fame” e il 50% in meno di frustrazione e arrabbiature da parte vostra.

Sono sicuro che se stasera applicherete qualcuna di queste strategie (soprattutto l’ultima), i vostri figli ceneranno un po’ meglio. Buon appetito!

Articolo di Álvaro Bilbao, autore di El cerebro del niño explicado a los padres, pubblicato originariamente sul suo blog.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
bambinicibomangiare
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