Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
martedì 19 Gennaio |
Santi Mario e Famiglia
home iconApprofondimenti
line break icon

Ha ancora senso far penitenza con strumenti come il cilicio?

CILICE PENITENCE

Albert Lozano - Shutterstock

Giovanni Marcotullio - Aleteia Italia - pubblicato il 22/11/17

Girolamo di Stridone

Il quale è noto soprattutto per essere il patrono dei traduttori e degli esegeti – e tra gli storici serpeggiano pure velenose osservazioni sul suo temperamento sanguigno e polemico fino all’esasperazione. Non tutti però sanno che a Roma, durante la sua permanenza, Girolamo coltivò una folta schiera di direzioni spirituali, addirittura raggruppate per famiglie, se non per “circoli” (né era l’unico: perfino Pelagio, nei medesimi anni, era richiestissimo nell’Urbe!). I malevoli insinuarono maliziosamente sulla prossimità del bisbetico dalmata alle belle matrone romane, a cui tanto insistentemente questi inculcava la modestia e la castità. Partito che fu per Betlemme, non mancò di tenere contatti con “le sue donne”, oltre che con gli amici (e coi numerosi avversari). Quando una di queste, chiamata Paola, morì, Girolamo dettò una lettera grondante lacrime (la dettò perché non riusciva a mettere mano alla penna senza piangere). Di lei l’eremita voleva dire ogni bene, e ricordò pure l’amore della matrona (già sposa e madre) per le penitenze corporali. Quella le aveva infatti scritto – Girolamo richiama le parole nell’Ep. 108 –:

Deve sporcarsi questa mia faccia, perché spesso da me contro il divino precetto è stata dipinta con rossetto, biacca e antimonio. Voglio affliggere questo corpo che si è dato a tanti piaceri. Convinee che un lungo riso da perpetuo pianto venga compensato. I molli lini e i drappi preziosissimi devono cambiarsi in aspri cilici.

Girolamo, Ep. 108, 15

E di tanto zelo (che avrà mai combinato – diremo noi – questa povera donna!) Girolamo si proclamò profondamente ammirato, ma non al punto da non biasimare in Paola l’intemperanza che la portava ad infliggersi dette penitenze non solo senza il parere di alcuna guida spirituale, ma talvolta addirittura contro l’avviso di Girolamo stesso e del vescovo Epifanio, che pure le corrispondeva. La lettera di Girolamo è singolarmente lunga e termina con un epitaffio che fu apposto sulla tomba della donna: sarebbe valsa da pietra miliare della direzione spirituale e della disciplina penitenziale. Ce lo ricorderà tra poco Francesco di Sales.

Benedetto da Norcia

Si parla parecchio, in questi mesi, della cosiddetta “Benedict option” (più negli Stati Uniti che da noi, in realtà): l’aspirazione a riproporre il “principio attivo” della Santa Regola – come Benedetto stesso riverentemente la chiamava – non può eludere il passo decisivo del rinnovato confronto con il testo stesso. Il quale sulla nostra materia mostra ancora una volta la propria lucida intelligenza. Scrive infatti Benedetto, il quale come il buon padre di Prov. 10, 24 “non risparmia il bastone” che ogni disciplina corporale dev’essere impartita «sempre con grande moderazione e buon senso» (R. 70, 5). L’irrogazione delle penitenze corporali, nel monastero, è quasi sempre prerogativa esclusiva dell’Abate:

Nel monastero si deve sopprimere decisamente ogni occasione di arbitrî e di soprusi; perciò dichiariamo che non è permesso ad alcuno di infliggere la scomunica o un castigo corporale a un confratello, senza l’autorizzazione dell’abate.

R. 70, 1-2

Una cosa interessante, però, è che il castigo corporale viene considerato al contempo “più elementare” e “più severo”. In che senso? Da una parte si legge:

[…] Ma nel caso che anche questo provvedimento si dimostri inefficace, sia scomunicato, purché sia in grado di valutare la portata di una tale punizione. Se invece difetta di una sufficiente sensibilità, sia sottoposto al castigo corporale.

R. 23, 4-5

E poche pagine dopo si trova:

Se un monaco, già ripreso più volte per una qualsiasi colpa, non si correggerà neppure dopo la scomunica, si ricorra a una punizione ancor più severa e cioè al castigo corporale.

R. 28, 1

Mentre il brevissimo capitolo 30 recita:

Ogni età e intelligenza dev’essere trattata in modo adeguato. Perciò i bambini e gli adolescenti e quelli che non sono in grado di comprendere la gravità della scomunica, quando commettono qualche colpa siano puniti con gravi digiuni o repressi con castighi corporali, perché si correggano.

R. 30

Insomma, possiamo azzardarci a sintetizzare che la pedagogia benedettina considera la pena corporale ideale per quanti non sono in grado di cogliere la portata del provvedimento spirituale, ma che la riprende quando un orgoglio tracimante, dunque non inabile a comprendere il piano spirituale, gli resta nondimeno indifferente.

La penitenza personale, in tal senso, è solo lambita dalla Regola, perché s’intende disciplinata dai supremi principî di equità e di moderazione che ispirano la disciplina delle pene medicinali inflitte ai monaci.

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
Tags:
san benedettosan francesco di salessan girolamosant'ignazio di loyolaspiritualità
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
SINDONE 3D
Lucandrea Massaro
L'Uomo della Sindone ricostruito in 3D. I Vangeli raccontano la v...
2
LEANDRO LOREDO
Esteban Pittaro
Morire con un sorriso, seminando santità anche in ospedale
3
Gelsomino Del Guercio
Il viaggio nell’Aldilà di Gloria Polo: Gesù mi ha mostrato il “Li...
4
PIENIĄDZE ZA MSZĘ
Unione Cristiani Cattolici Razionali
Stipendio dei preti, quanto guadagnano? Quei ...
5
Papa Giovanni Paolo II
Philip Kosloski
La formula di San Giovanni Paolo II per sconfiggere il male nel m...
6
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile
7
ST JOSEPH,THE WORKER CARPENTER, JESUS,CHILDHOOD OF CHRIST
Philip Kosloski
L'antica preghiera a San Giuseppe che non ha mai fallito
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni