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Presunti abusi sui chierichetti, la verità del cardinale Angelo Comastri

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Dopo il servizio de "Le Iene", il Vaticano prova a far luce su una vicenda che sta scuotendo in queste ore la Chiesa

Presunti abusi al preseminario San Pio X, il cardinale Angelo Comastri respinge ogni accusa e ricostruisce la storia delle informative sui presunti abusi nei confronti dei chierichetti.

Cerchiamo di ricostruire questa storia che il Vaticano intende approfondire per far emergere la verità.

I presunti abusi sessuali

Tutto nasce dopo il servizio giornalistico del programma televisivo Le Iene (12 e 19 novembre) e la denuncia di un testimone dei presunti abusi raccolta da Gianluigi Nuzzi nel libro Peccato originale.

La denuncia è di presunte violenze sessuali che un giovane sacerdote, nato in provincia di Sondrio e che fino a pochi giorni fa operava a Colorina (sempre in provincia di Sondrio), avrebbe usato nei confronti di chierichetti poco più giovani di lui all’interno del preseminario nella Città del Vaticano. I primi abusi risalirebbero al 2005 e 2006 e sarebbero proseguiti per diversi anni.

Il prete oggi 25enne, che dalla nascita e fino ai 12 anni ha vissuto con la famiglia nel Comasco prima di trasferirsi al preseminario a Roma, da giorni non si è più visto in Valtellina, forse allontanato dalla Diocesi di Como quando è scoppiato lo scandalo, come sostiene Il Giorno (23 novembre).

Il vicario giudiziale

Dal servizio de Le Iene emerge questo scenario: ci sono tre ex chierichetti che denunciano abusi da parte di questo loro coetaneo quando frequentavano il preseminario. Avrebbero raccontato al loro padre spirituale, ma solo nel 2013, gli abusi che sostengono di aver subìto. Questi si era rivolto a don Andrea Stabellini, il vicario giudiziale della Santa Sede, di fatto il titolare della pubblica accusa di fronte alla magistratura vaticana (oggi non ricopre più quell’incarico), chiedendo un suo intervento sulla vicenda.

Il vescovo e il cardinale

Don Andrea, a microfoni spenti, ha affermato che monsignor Diego Coletti, allora vescovo di Como, che seguì da vicino il caso, bloccò tutto e trasferì il padre spirituale in una zona remota d’Italia. Non solo: uno dei ragazzi oggetto di abusi, il polacco Kamil, fu espulso dal preseminario.  

Non solo. Anche il cardinale Angelo Comastri, d’intesa con Coletti, secondo l’ex vicario giudiziale, avrebbe fermato le indagini. Fin qui l’accusa.

La posizione della diocesi

Sulla vicenda, la diocesi di Como, il 20 novembre, ha inviato una nota:

«Riguardo alle ultime informazioni che stanno circolando in merito alla vicenda dell’ex allievo del Preseminario “San Pio X”, ordinato sacerdote in Diocesi di Como, si precisa quanto segue: i presunti fatti denunciati a mezzo lettera nel 2013, in seguito agli accertamenti conclusi nel 2014 da parte di tutte le competenti sedi ecclesiastiche, erano stati ritenuti infondati e tutte le valutazioni sulla personalità del seminarista erano risultate positive. Tra la documentazione prodotta non risultava alcun parere negativo da parte delle persone a conoscenza della vicenda» (La Provincia di Sondrio, 20 novembre).

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