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La provocazione di un prete: non usate la parola “Natale”, non ha più senso

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Ormai se ne sono appropriati “Babbo Natale e le renne”

Un sacerdote cattolico irlandese ha chiesto ai cristiani di smettere di usare la parola “Natale” perché ormai se ne sono appropriati “Babbo Natale e le renne”.

Padre Desmond O’Donnell ha affermato che i cristiani di ogni denominazione devono accettare il fatto che il Natale non abbia più un significato sacro.

I commenti del presbitero seguono l’esortazione di un gruppo di pressione di destra a boicottare il panificio Greggs nel Regno Unito dopo che la compagnia ha sostituito in una scena della natività il Bambino Gesù con un hot dog.

“Abbiamo perso il Natale, come abbiamo perso la Pasqua, e dovremmo abbandonare del tutto questo termine”, ha dichiarato al Belfast Telegraph padre O’Donnell, che dopo aver lavorato in Australia per 28 anni svolge ora il suo ministero in una parrocchia di Cleenish, vicino Enniskillen.

“Dobbiamo lasciarlo andare, ormai è stata sostituito e non ci resta altro da fare che riconoscerlo e accettarlo”, ha aggiunto.

Padre O’Donnell ha detto che non è sua intenzione negare ai non credenti la possibilità di festeggiare: “Non voglio togliere niente a nessuno, chiedo semplicemente che si preservi uno spazio per i credenti per cui il Natale non ha nulla a che vedere con Babbo Natale e le renne”.

“La mia esperienza religiosa del vero Natale è molto profonda e reale – come l’aria che respiro, ma anche i non credenti meritano e hanno bisogno della loro celebrazione. È una dinamica umana essenziale, e tutti noi ne abbiamo bisogno visto che la vita è dura”.

“Sono a favore del fatto che i cristiani scelgano di festeggiare il Natale andando a mangiare fuori e godendosi un buon bicchiere di vino, ma la commercializzazione di qualsiasi cosa non è mai positiva”, ha commentato padre O’Donnell, sacerdote oblato che è anche psicologo e autore.

Sto cercando di riscattare la realtà del Natale per i credenti rinunciando al termine ‘Natale’ e sostituendolo con un’altra parola”.

Secondo il presbitero, a meno che il cattolicesimo non affronti la realtà di quello che è diventato ormai il Natale, “la secolarizzazione e la vita moderna continueranno a ‘riciclare’ la Chiesa”.

“Inizierà a crollare a livello istituzionale. L’ho già visto in vari luoghi – a Malta, in Polonia e in Uruguay, e sta iniziando ad accadere in Irlanda. È come guardare in continuazione lo stesso film. Anche le Chiese protestanti stanno lottando”.

“Per molte persone Dio è solo una parola che rappresenta qualcuno da biasimare per le proprie disgrazie o un sostegno a cui ricorrere in un momento difficile, e la realtà è che ‘Natale’ non significa più Natale”, ha concluso.

[Traduzione e adattamento dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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