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Tacere per rispetto umano è lo stesso che essere prudenti?

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Solo l'amore è coraggioso, dà pace e ci dà la forza di parlare quando e come bisogna farlo

Tacere per rispetto umano è un modo di procedere in cui non cerchiamo né di difendere né di seguire la verità come ispira la retta coscienza, ma quello che ci spinge a rimanere in silenzio è la preoccupazione per quello che diranno gli altri o per come reagiranno se diciamo qualcosa che siamo certi sia vero ed è contrario a quello che pensano gli altri. È una forma di “carità e compassione” malintesa, perché la verità porta al bene e tacere per rispetto umano o omissione porta al male, e quindi non è vero amore.

Chiaro! A nessuno piace avere dei problemi, e spesso parlare di “verità” è quello che provoca più conflitti, discussioni, porte chiuse, ecc. Un mondo in cui dire solo ciò che è politicamente corretto e accettato ci ha trasformati in persone tiepide, timorose e codarde.

Ovviamente è importante che prima di agire per giustizia si tenga conto dell’opinione altrui, si sappia cosa e come pensano gli altri, e soprattutto si capisca perché la pensano così. Sapere tutto questo, però, serve solo ad aiutarci a formare un giudizio di coscienza in cui continuiamo a cercare la verità, la carità e la giustizia.

Ricordiamo che solo l’amore è coraggioso. Solo l’amore è fonte di crescita; solo lui è fecondo; solo lui converte i cuori e offre pace, ed è questo che ci dà la forza e il coraggio di parlare quando e come bisogna farlo.

Non si tratta di dare consigli, né di dire che le cose stanno così e punto, ma di presentare la verità in modo gradevole, perché venga conosciuta, amata e abbracciata nella sua totalità.

La verità, però, deve sempre andare di pari passo con la pace, la carità e anche la prudenza, quella meravigliosa virtù incardinata nella nostra anima che è quella che ci guiderà per sapere cosa dire e come e quando farlo. Spessissimo questa stessa meravigliosa prudenza ci indicherà quando e come rimanere in silenzio, non per paura né per rispetto umano, ma per carità – misericordia -, sempre tenendo chiaro che il nostro fine primordiale è portare anime a Dio, alla pienezza della loro vita.

È vero, noi credenti sappiamo che la nostra amatissima Chiesa cattolica è già fin troppo divisa, troppo separata. Sono molte le differenze a livello di pensiero, convinzioni, pratiche e ideologie che ci dividono. Un “ego” assurdo e la mancanza di tolleranza e carità ci separano sempre di più dal nostro vero e unico scopo al quale tutti siamo stati chiamati, la santità e arrivare a Dio attraverso una vita sacramentale e di preghiera.

Anche nella nostra Chiesa abbiamo bisogno di ritrovare i nostri punti di unione e riconciliazione e non di discrepanza. Dobbiamo percorrere l’unica strada che porta ai cuori, il cammino dell’amore attraverso la pace e l’unione. Non diamo soddisfazione al padre della menzogna, della guerra e della divisione, e affoghiamo il male nell’abbondanza del bene come dice San Paolo, ricordando sempre che quello che non ci dà pace non viene da Dio.

E allora siate coraggiosi, perché il nostro mondo ne ha bisogno. Servono persone di retta coscienza che amino e difendano la Verità, ma insisto, con un sorriso, allegri e con amore, pace e unità.

E voi, come ve la cavate con questa storia del rispetto umano?

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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