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Tania Cagnotto diventerà presto mamma!

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Non si lancia più dal trampolino ma mostra coraggio e sicurezza anche in questa nuova "disciplina"

Tania Cagnotto ha concluso la sua carriera di atleta alle ultime Olimpiadi.

Un anno fa usciva dal villaggio olimpico di Rio con due medaglie a cinque cerchi, un argento e un bronzo . La prima in trampolino sincro, con l’amica Francesca Dallapè, la seconda nel trampolino tre metri.

Nel frattempo si è sposata (e dice che il matrimonio le ha portato maggiore tranquillità), con  Stefano Parolin, al quale è legata da sette anni, e sta aspettando una bambina, che nascerà a gennaio.

Raccontando la sua gravidanza confessa di avere patito forti nausee nei primi due mesi: anche lei come altre donne famose – come Kate Middleton, ne abbiamo parlato anche noi, qui,  – e meno- ha sofferto di iperemesi gravidica (appunto la eccessiva salivazione ed il forte senso di nausea che possono accompagnare le prime settimane di gravidanza).

Sembra voler contraddire anche altri luoghi del comune sentire legato al periodo della dolce attesa. Dolce, non sdolcinata.

No, non mi sento particolarmente forte e bella, dice, anzi ho sempre tanto, tanto sonno (a questo punto sarei tentata di darle alcuni molesti consigli non richiesti tipici delle mamme già uscite dalla nursery, ma mi accontenterò dello spazio di questa parentesi)!

Nelle domande che le fa la giornalista del Corriere.it ce ne sono un paio sul tema cibo, linea, peso forma. Ha ragione Tania quando dice che non ci si può abbuffare solo perché incinte, questo è proprio un luogo comune infondato. Ammette con trasparenza di essersi trovata sorpresa dai cambiamenti subiti dal suo corpo. Che bello!

È bello dover riconoscere che siamo teatro vivo di una commedia umana e divina;  sì, il nostro corpo si trasforma per consentire ad un’altra persona di iniziare la sua vita dietro le quinte.

È facile pensare che, come avviene per tantissime donne, anche Tania nel giro di alcuni mesi tornerà in forma. Pare decisa ad obbedire a quel che le sta accadendo, senza sentire il desiderio insopprimibile di pianificare e prepararsi.

Dice che fa il corso pre-parto e che cerca di mangiare bene. Che sta vivendo serena e tranquilla.

E che ha deciso di non farsi particolari aspettative su di sé come mamma. Aspetta di trovarsi lì, davanti agli occhi (e sì, anche agli urli, alle cacche puzzolenti, qualche rigurgito, e che sarà mai?) della sua piccola.

Colpisce perché lei è un’atleta. Di una specialità nella quale la preparazione, il calcolo, la sicurezza dei gesti, dei tempi, delle forze usate è decisiva. Non solo per la performance, ma per la sua stessa incolumità.

Si vede che dallo sport, come lei stessa fa intendere, ha imparato parecchio sulla vita e sulla natura umana. E che sa che essere madri non è un’esibizione da preparare ma qualcosa da maturare vivendo.

Si dice desiderosa di assumersi un impegno in futuro nel mondo sportivo per insegnare ai giovani quel che lei ha imparato.

Disciplina, impegni assunti e portati avanti. Gioia del fare movimento, gioia del gioco, gioia di vincere. Capacità di sopportare le sconfitte. Capacità di faticare, spesso non visti. Cose che vede di sovente mancare non tanto nei bambini o nei ragazzi, quanto più spesso nei genitori che spingono con motivazioni a volte discutibili i propri figli ad intraprendere qualche sport.

“Non si può dire ad un bambino fai nuoto perché devi diventare il numero uno!”. Lo si schiaccia con aspettative esagerate, lo si arruola in una gara nostra, non sua. Il rischio di schiacciarlo, incattivirlo o alienarlo da sé non è così remoto.

Brava Tania. Ci piacevi tanto là in cima al trampolino e quando sgusciavi nell’acqua dopo incredibili evoluzioni aeree; ci piaci ora, piena di buon senso e di cose vere e semplici da dire sulla vita.

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