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Maria di Edessa: da anacoreta a prostituta e alla fine santa

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Una santa per chi ha amato Gesù ma poi si è allontanato

E pregò, per due anni. Alla fine ricevette la notizia che la sua dolce e pura Maria viveva come una prostituta. Se avesse saputo che suo zio aveva scoperto il suo stile di vita, Maria si sarebbe senz’altro aspettata che si mostrasse indignato, ma Abramo era un sacerdote cristiano e un padre spirituale; come il Buon Pastore, partì senza esitare un solo attimo, disposto a riportare a casa la pecorella smarrita.

Da decenni Abramo non si allontanava dal suo ritiro, ma si camuffò da soldato e iniziò il suo viaggio. Prese un appuntamento con Maria la prostituta, che non lo riconobbe fino a quando non iniziò a piangere e a supplicarla di tornare a casa. Commossa dalla forza del suo amore, Maria tornò al suo eremo e iniziò una vita di penitenza. Dopo tre anni, Dio riconobbe la sua conversione autentica (e diede dimostrazione della sua grande misericordia) concedendole il dono dei miracoli. Più che tornare semplicemente al suo stato originale di santità, Maria venne condotta attraverso la perversità per arrivare a una maggiore preghiera, a una maggiore virtù e a un maggior potere in Cristo.

Mentre parlava con Maria nel postribolo, Sant’Abramo le ricordò: “Non c’è niente di nuovo nel cadere durante la lotta; è rimanere a terra che è sbagliato”. Santa Maria di Edessa è una testimone potente di quello che Dio è in grado di fare quando gli offriamo il nostro peccato, e anche di ciò di cui siamo capaci noi quando non lo facciamo.

Chiediamo a Santa Maria di Edessa e a Sant’Abramo Kidunaia, la cui festa si celebra il 29 ottobre, di intercedere per tutti coloro che hanno amato Gesù ma hanno perso la retta via, perché abbiano il coraggio di confessare i propri peccati e di rinascere. Santa Maria di Edessa, prega per noi!

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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