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Cosa simboleggiano le lampade, l’olio e la veglia nella parabola delle 10 vergini?

ATEISMO FEDE CONFORTANTE
Christof Stache | AFP
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Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata
(Elie Wiesel, La Notte)

Chi ha vissuto l’esperienza di vegliare un ammalato, soprattutto nel caso in cui si tratti di una persona cara, sa cosa voglia dire lottare con il sonno: fai di tutto per rimanere sveglio, raccogli tutte le tue energie, fai appello a tutte le tue risorse, ma capita comunque che ti addormenti, magari per brevi tratti, brevi istanti che sfuggono al controllo. Così accade anche nella vita: per quanto possiamo impegnarci a rimanere svegli, capita comunque di addormentarsi.

Ci addormentiamo per stanchezza o per sfiducia, ci addormentiamo perché siamo delusi o perché non vogliamo vedere come stanno veramente le cose, ci addormentiamo perché siamo superficiali o perché abbiamo perso il coraggio di aspettare ancora.

Questo brano del Vangelo descrive proprio il sonno che si diffonde nella comunità stanca di aspettare il suo sposo. Dovrebbe essere una notte di festa, una notte di gioia perché finalmente ritorna colui che aspettiamo, lo sposo, colui che dà pienezza alla vita. E invece quella notte si trasforma in un tempo di delusione: le cose non vanno come ci saremmo aspettati. Dio non rispetta i tempi che avevamo previsto, lo sposo non arriva secondo i nostri calcoli.

Stando al racconto della parabola, si addormentano tutti, sia le fanciulle sagge che quelle stolte, come a dire che addormentarsi è inevitabile, è una dimensione che attraversa la nostra vita. Non dobbiamo cercare lì, nel sonno, la differenza tra le vergini sagge e quelle stolte.

Al centro della parabola c’è infatti un’altra immagine, quella della lampada e dell’olio. Sono due simboli molto presenti nel linguaggio biblico: la lampada ci ricorda l’invito di Gesù a essere luce del mondo; ci ricorda la lampada che non può essere messa sotto il moggio, ci ricorda che non si può sprecare la vita, non ci si può nascondere sotto un secchio per evitare di vivere; ci ricorda ancora la città sul monte che fa luce al viandante per indicargli la meta, come la nostra vita dovrebbe aiutare gli altri a ritrovare la direzione.

Le dieci fanciulle che portano le lampade richiama soprattutto l’immagine della comunità invitata a danzare nella gioia per fare festa allo sposo che viene. È l’immagine della Chiesa chiamata ad attendere con gioia il ritorno di Cristo. È un’immagine che forse rimanda all’interpretazione rabbinica del coro delle fanciulle nel Cantico dei Cantici, l’immagine cioè dei discepoli che portano la luce della Legge (Torah) e vegliano nell’attesa del Messia.

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