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Al via il “Nobel” lombardo per la ricerca scientifica. 1 milione al neuroscienziato che ha scoperto i neuroni specchio

Giacomo Rizzolatti
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Regione Lombardia, al pari dei migliori omologhi europei, investe e crede nella ricerca e nei ricercatori. E lo fa anche Gerry Scotti!

“Ma come, applaudite me?” Si schermisce. La simpatia che suscita e l’affetto che si è guadagnato in anni di televisione fatta in un certo modo mi fanno pensare che la cosa non sia sciocca ma ben comprensibile. Non è solo perché è famoso. Piuttosto perché mostra simpatia umana, onestà, rispetto degli altri, della vita, del lavoro!

Ed è ospite non di contorno bensì proprio per meriti personali nell’ambito della ricerca. Finanzia infatti ogni anno quattro ricercatori, coi loro progetti, per il centro ricerche Humanitas. Da sei anni, ormai. E se spesso ci lamentiamo e a ragione di cervelli che se ne vanno all’estero perché costretti, Gerry è contento di dire che qualcuno ce lo siamo andato a prendere noi: un giapponese, un americano.

Ricorda di quando attori, cantanti, cabarettisti avevano il problema di mettere insieme il pranzo con la cena e ora lui, figlio di operai, si ritrova ad aver ricevuto tanto da un mestiere nel mondo dello spettacolo. E si sdebita così. Finanziando la ricerca.

Racconta anche di quando la sua mamma oltre a tante raccomandazioni sagge -” metti la maglia della salute!”-  gli intimava di non bere acqua dopo aver mangiato la banana ( sic!) e cerca, col sorriso, tra il pubblico qualche compagno di sventura.

E infine arrivano sul palco premio e premiato. Applausi e accoglienza calorosa.

Si tratta del neuroscienziato Giacomo Rizzolatti. La scoperta che gli è valsa questo riconoscimento è quella relativa ai neuroni specchio.

Racconta dell’enorme sorpresa di essere stato scelto (e della prestigiosa giuria individuata da Regione Lombardia) e poi inizia a raccontare della ancora più grande sorpresa davanti alla scoperta degli ormai famosi neuroni “dell’empatia”. Che sono anche i neuroni che fanno dell’essere umano una creatura “mimetica”. Il processo di imitazione per la nostra specie è fondamentale. Il bambino è il grande imitatore. Ognuno impara imitando e variando.

E si pone e pone a tutti una domanda drammatica: come ha potuto azzerare l’empatia un Eichmann, gerarca nazista decisivo nell’organizzazione delle deportazioni degli ebrei?

Se tu vedi l’altro come una cosa (e questo è frutto di ideologie terribili) allora non vedi in lui il fratello e l’empatia non sorge.

Dobbiamo aumentare l’empatia tra di noi, tra tutti noi. Come? Certe ideologie sono terribili ma le religioni certe religioni invece… non so pensare “Ama il prossimo tuo come te stesso” ad esempio funziona! E ci è arrivato qualcuno molto tempo fa”.

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