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Al via il “Nobel” lombardo per la ricerca scientifica. 1 milione al neuroscienziato che ha scoperto i neuroni specchio

Giacomo Rizzolatti
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Regione Lombardia, al pari dei migliori omologhi europei, investe e crede nella ricerca e nei ricercatori. E lo fa anche Gerry Scotti!

La scaletta procede spedita con la Sig.ra Liotta che introduce, spiega, porge domande.

Mancava solo Samantha Cristoforetti, annunciata invece nel programma.

Nathalie Dompé, imprenditrice, bellissima e brillante giovane donna che spiega le dinamiche della ricerca farmacologica. La collaborazione, gli sforzi, gli errori. I ripescaggi! Racconta del tentativo di applicare la scoperta della Rita Levi Montalcini che le valse il Nobel ma che per lungo tempo ha faticato ad avere ricadute su farmaci efficaci.

Un loro lavoro sul Nerve Growth Factor – la proteina individuata dalla Montalcini che presiede alla crescita delle cellule nervose – era fallito. Ma dopo diversi anni una ricercatrice americana ha ripreso in mano quello stesso lavoro e con la collaborazione di 200 centri di ricerca si è arrivati alla sua applicazione in ambito oftalmologico, per la cura di ulcere oculari.

Entusiasmo quasi febbrile quello espresso da David Orban, Advisor Singularity University. La prestigiosa università finanziata da Google, per dirne uno, che apre i battenti anche a Milano. Dati, analisi, previsione, simulazione, crescita esponenziale. Maggiore dignità alle persone, maggiore partecipazione, maggiore benessere.

(Sì, bello. Tutto vero. Mancava sempre però qualcosa, ragionavo tra me e me. E in attesa di tutto questo benessere chi non potrà avere accesso agli esaltanti risultati del progresso, che è benedetto, magnifico, davvero, che fa?

Mio figlio, come migliaia di altri, ad esempio. Chissà se e come potrà accedere a risultati importanti proprio nell’ambito nel quale Lombardia ha individuato la scoperta e lo scienziato da premiare, le neuroscienze? Una delle principali applicazioni riguarda proprio l’epilessia (ma in encefali sani…). E nel frattempo? Nessuna rimostranza, né lamentela, anzi! Sto solo riflettendo.

E trovo conforto nella conoscenza della fede sia per quanto riguarda tutti i miglioramenti che la scienza porterà nella vita concreta delle persone, sia per quanto riguarda la possibilità di vivere pienamente per quanti ne resteremo esclusi. Veronica Giuliani, grande mistica, gigante della fede, più procedeva nel suo cammino di santità, più si “cristificava” più diventava attenta alle cose concrete.

Il mistico ci si addentra, non se ne va, dalla realtà. E, amica di un nobile della zona, insistette per portare, con un ingegnoso sistema di tubazioni, l’acqua al suo monastero. Non voleva più vedere le sue monache fare su e giù per le scale con pesanti secchi d’acqua. Per dire che la scienza e l’ingegno sono meravigliosi e ci aiutano. Eppure la natura, umana e quella che ci circonda, non vanno pulite vanno salvate. Redente. E la cosa è già in pieno corso.

E la salvezza è sempre della persona. Quella lì. Unica. Che non verrà mai ripetuta. Ecco. Allora mio figlio, colpito da cerebropatia epilettica, cecità e molto altro, vale più di tutti i software e Big Data. Quelli valgono in relazione a lui, a tutti noi. Ottimizziamo pure, dobbiamo farlo! Sforziamoci di portare l’acqua con le tubazioni o di realizzare un intervento chirurgico da remoto. Dobbiamo farlo! Ma solo a servizio della persona. La persona, al centro. Quella del ricercatore, del medico – che deve ricordare o riscoprire la sua altissima dignità di figlio di Dio –  e quella dei suoi fratelli colpiti da qualche malanno o con vari bisogni).

Lo chef Davide Oldani, dalla sua prospettiva, sembra anche lui recuperare attenzione alla centralità della persona nel suo ambiente. Il cibo buono. Poco. Nato da terreni buoni. Curato, coltivato, colto da contadini che non sono risorse ma persone.

E poi arriva lui, Gerry Scotti, conduttore televisivo che prende più applausi di tutti. Anche del pur amato governatore Maroni, del noto pianista, della violinista, …

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