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Una guida per l'esame di coscienza da ripassare prima di ogni confessione

De Visu/Shutterstock

Catholic Link - pubblicato il 10/11/17

Quando arrivate a questo punto del vostro esame di coscienza, è il momento di immergervi nelle acque del fiume Giordano. Siamo battezzati una sola volta, ma spesso dimentichiamo di rinnovare la consapevolezza del nostro Battesimo. Spesso dimentichiamo che “il Battesimo è il primo e principale sacramento per il perdono dei peccati: ci unisce a Cristo morto e risorto e ci dona lo Spirito Santo” (CCC, n. 985). Deponete allora i vostri peccati sull’altare e permettete che lo Spirito Santo trasformi quelle realtà di morte in realtà di vita. Il pentimento autentico fa sì che lo Spirito Santo possa agire, e la disobbedienza nei confronti di Dio si trasforma in obbedienza. È nato qualcosa di nuovo, qualcosa di buono, qualcosa di bello: lo spirito del Figlio sta gettando radici nel vostro cuore.

Tenete a mente che questo atto di pentimento quotidiano dev’essere accompagnato da una confessione mensile. È quello che i Padri della Chiesa definiscono il “tipo di Battesimo più laborioso”. Il sacramento della penitenza è necessario per la salvezza di coloro che sono caduti dopo il Battesimo. Se prendete coscienza e vi rendete conto di aver commesso un peccato mortale, dovete cercare di confessarvi il più rapidamente possibile (e astenervi dal ricevere la Comunione). Se non siete sicuri o non conoscete la differenza tra un peccato mortale e uno veniale, consultate il Catechismo della Chiesa Cattolica.

6. Progettate un piano d’azione

Nello sport, un buon allenatore cercherà sempre un momento per analizzare cos’è successo nella partita precedente con tutta la squadra. Nella vita spirituale possiamo seguire lo stesso schema. Dopo aver analizzato la vostra giornata, prendetevi un momento per vedere come poter migliorare il giorno successivo. Non bisogna essere ingenui, in un giorno non passerete dal campionato locale alla Champions League (scusate il confronto), ma se non andiamo avanti andremo irrimediabilmente indietro. Cercate di trovare una forma semplice che vi permetta di crescere in quello in cui credete che Cristo vi stia chiamando a crescere. Tenete a mente questa idea e cercate di ricordarla la mattina dopo quando vi svegliate. Può essere una buona idea scriverla su un foglio per non dimenticarla (può essere una frase a cui avete pensato, un passo delle Scritture che vi ha commosso o semplicemente una parola). La nostra giornata dipende in gran parte dai primi momenti della giornata. Prendete l’abitudine di mettere in pratica quello che vi ha rivelato il vostro esame di coscienza. Può essere molto salutare per la nostra vita cristiana.

7. Rendete grazie

Ricordate infine che l’esame di coscienza non è un modo scrupoloso di indicare o ingrandire le cose negative nella vostra vita per poi sentirvi male per questo. L’esame dev’essere una sorta di gioia, di redenzione. Prendetevi un momento per rallegrarvi e rendere grazie a Dio per ciò che avete vissuto. Come dice padre Rupnik,

“In esso impariamo un solido realismo che rivela le nostre illusioni morali, disciplinari o psicologiche sulla perfezione, perché sperimentiamo la grazia di una trasformazione continua a causa della morte e resurrezione di Cristo. Un esame di coscienza fatto in questo modo ci porta a quello che Dostoevskij apprezzava immensamente: sentirsi liberi in una relazione con Dio, vivere in libertà come suoi figli. (…) Solo i figli liberi possono essere presenti ed essere testimoni del volto autentico del Padre”.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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confessioneesame di coscienza
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