Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
domenica 13 Giugno |
Sant'Antonio da Padova
home iconApprofondimenti
line break icon

Il “sola Scriptura” non sta nella Scrittura. Forse l’errore fondamentale di Lutero

Sello postal Martin Lutero en el V Centenario de la Reforma Protestante. ©UFFICIO FILATELICO E NUMISMATICO GOVERNATORATO - CITTÀ DEL VATICANO.

Giovanni Marcotullio - Aleteia Italia - pubblicato il 09/11/17

Il “sola Scripturanon è biblico

Questo è un fatto incontrovertibile: su tale evidenza si è snodata, per citarne solo una, la conversione che ha portato (lungamente e dolorosamente) due coniugi e teologi evangelici, Scott e Kimberly Hahn, ad entrare nella comunione cattolica con la Chiesa di Roma.

Kimberly et Scott Kirk Hahn ©Scotthahn.com

Se in particolare il “sola Scriptura” fosse rintracciabile nella Scrittura… si potrebbe accusare il credente di petizione di principio, dal momento che crederebbe solo alla Bibbia perché così starebbe scritto nella Bibbia, però si dovrebbe alla fine riconoscere che da quella petizione di principio la fede potrebbe trarlo fuori. Ma così non si trova scritto, nella Bibbia, nemmeno in un versetto. Dunque cosa resta? Gli altri enunciati dovrebbero derivare da questo – poiché è nella Scrittura che si trasmette la Rivelazione di Dio –, quindi non potranno che barcollare pericolanti: e in effetti nessuno di essi è completamente vero, stando alla Rivelazione cristiana (non ci si salva solo per la fede, ma per una fede che opera nella carità; non ci si salva solo per la grazia, ma per il libero assenso della persona umana). Il risultato, come accennavo, è che in realtà fosse vero il contrario di quanto Lutero protestava, cioè che la Parola di Dio fosse prigioniera della sua coscienza. Dico “Parola di Dio” e chiaramente intendo “Scrittura”, ché certamente la Divinità non si fa imprigionare dalla coscienza di alcuna creatura, ma il fatto è appunto questo.

Se nella Prefazione al Nuovo Testamento, datata 1522, Lutero screditò la Lettera di Giacomo – di cui scrisse testualmente “è una lettera di paglia” – insieme con la meravigliosa Lettera di Giuda e perfino con l’Apocalisse, è lecito domandarsi quale fosse la Scrittura che egli intendeva sola salvifica.

E proprio in quel testo – cioè nella Prefazione al Nuovo Testamento, tradotto in tedesco dal testo greco stabilito da Erasmo (una pietra miliare, sì, ma derivato da codici scadenti e incompleti) – si trova una spiegazione alla nostra domanda:

Questa è la vera pietra di paragone per valutare tutti i libri: vedere se essi insegnano Cristo o no, giacché tutta la Scrittura mostra Cristo [Rom 3], e san Paolo non vuol sapere altro che di Cristo [cf. 1 Cor. 2(2)]. Ciò che non insegna Cristo, non è apostolico, anche se lo dicessero san Pietro o san Paolo. Al contrario, ciò che predica Cristo è apostolico, anche se lo dicessero Giuda, Anna, Pilato ed Erode.

Un principio sacrosanto letto in maniera terribilmente aberrante: di fatto Lutero pone la coscienza (la propria anzitutto, ma virtualmente quella di chiunque) al di sopra della Scrittura, facendone letteralmente il giudice. Quella che tradizionalmente era definita “norma normans non normata” (la regola che detta le regole senza essere regolata) veniva di fatto equiparata alla “norma normans normata”, che è di per sé la liturgia, ovvero il culto cristiano. La Scrittura, per essere dichiarata “sola”, doveva essere imbrigliata nella coscienza.




Leggi anche:
Martin Lutero derideva i pellegrinaggi, e l’arte gli ha risposto

E c’è un ulteriore errore, più radicale, che inopinatamente Lutero si trovò a condividere con gli gnostici e coi pelagiani (dal cui pensiero il luteranesimo rifugge fortemente). Lo troviamo ben enunciato in uno dei “Tischrede dell’ormai ex monaco, quando le intuizioni giovanili diventavano mano a mano più radicali e rendevano le ragioni di alcuni precedenti errori fondamentali:

Qualunque cosa si trova nella Scrittura – diceva Lutero ai suoi commensali – o è legge o è Vangelo. Uno dei due deve trionfare: la legge per la disperazione, il Vangelo per la salvezza.

E suona sconvolgente, questa frase di sapore persino marcionita, nella bocca dell’uomo che è celebrato dai secoli come l’amante delle divine Scritture. Mi torna allora in mente Origene – mi stupisco sempre meno che Erasmo, contemporaneo di Lutero il quale genuinamente sognava che tutte le massaie sapessero a memoria le lettere di Paolo, dicesse che una pagina di Origene glie ne valeva dieci di Agostino… –: nella nona delle Omelie sui Numeri il magister ecclesiarum disse:

Io non chiamo la legge un “antico testamento”, se la comprendo nello Spirito. La legge diventa un “antico testamento” solo per quelli che vogliono comprenderla carnalmente. Per noi, che la comprendiamo e l’applichiamo nello Spirito e nel senso del Vangelo, la Legge è sempre nuova, e i due testamenti sono per noi un nuovo testamento, non a causa della data temporale, ma della novità del senso. […] Invece, per il peccatore e per quelli che non rispettano il patto della carità, anche i Vangeli invecchiano.

Origene, Omelie sui Numeri, 9,4

Se l’amore per il greco avesse portato Lutero sulle pagine di Origene, forse il riformatore sassone non si sarebbe trovato, un giorno, a enunciare a tavola eresie che a Roma erano state condannate nel 130 dopo Cristo, e che ancora dopo avrebbero generato le eresie più pestilenziali – gnosticismo e pelagianesimo in primis – da cui Lutero stesso voleva fuggire disperatamente. In realtà, il “sola Scriptura” postula fatalmente che la coscienza debba previamente giudicare la Scrittura – e ciò proprio perché in realtà il “sola Scriptura” non sta nella Scrittura. Dice bene, Lutero, che tutta la Scrittura deve dire Cristo, ma mostra contestualmente di aver imparato solo metà della lezione: Cristo è anche dove non lo vedi, forse soprattutto lì, oppure ridurrai il “Deus semper magis” e l’“assolutamente Altro” (concetti carissimi alla tradizione teologica luterana, fino a Barth) a quelle poche cose che i “concetti umani” riescono di volta in volta a coglierne.




Leggi anche:
Papa Francesco: 500 anni di Lutero, guardare al passato senza rancori

La medesima situazione, necessaria nella sua contingenza, e cioè la non riducibilità della Parola di Dio alle poche pagine della Scrittura e ai “concetti umani”, aveva portato Origene (ed Erasmo) ad approfondire continuamente i passi più oscuri e meno gustosi – traendone forse le perle più alte delle loro opere –, mentre Lutero si era risolto a sforbiciare la Scrittura sottoponendola al giudizio della propria coscienza.

  • 1
  • 2
  • 3
Tags:
esegesi biblicaluteranomartin lutero
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: “Ho visto i morti, ecco co...
2
Gelsomino Del Guercio
Strano cerchio bianco sulla testa del Papa. Il video diventa vira...
3
Landen Hoffman
Sarah Robsdotter
“Gli angeli mi hanno preso e Gesù mi vuole bene”: un bimbo di 5 a...
4
nun
Larry Peterson
Gesù ha donato a questa suora una preghiera di 8 parole per esser...
5
MOTHER AND LITTLE DAUGHTER,
Silvia Lucchetti
Lui si suicida dopo aver ucciso le figlie: Giulia torna a vivere ...
6
Claudio De Castro
Sono andato a Messa distratto, e Gesù mi ha dato una grande lezio...
7
Lucía Chamat
La curiosa fotografia di “Gesù” che sta commuovendo la Colombia
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni