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Come accettare la fine della vita

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María Reales - pubblicato il 09/11/17

C’è un’abbondante produzione letteraria che svela le chiavi del lutto per aiutare a sopportarlo e a elaborarlo. Gli autori concordano sul fatto che la reazione automatica provocata dallo shock traumatico è la negazione, che si manifesta nella resistenza all’accettazione. Affermazioni come “Sembrava che andasse tutto bene!”, “Non me lo aspettavo!” o “Deve trattarsi di un errore!” sono abituali e allo stesso tempo molto umane.

È certo che il malato cade in uno stato di incertezza, di dolore profondo e intenso, perfino di profonda preoccupazione. “Cosa mi succederà?”, “Che succederà alla mia famiglia?”, “Ho questioni pendenti da risolvere!” L’anticamera della morte produce una tempesta di sentimenti che vivremo e supereremo inevitabilmente.

Il modo in cui accettiamo la morte “consapevole” in una fase terminale dipende da molti fattori, ma è fondamentalmente legato alla persona che siamo e a quella che siamo diventati nel corso della nostra vita. Influisce anche sulla nostra capacità di far sì che la consolazione ci conforti e ci accompagni. Le testimonianze di malati terminali e di professionisti del settore sanitario in questo campo coincidono su questi temi:

  • È importante sapere la verità per mantenere la dignità
  • Bisogna avere accesso alle cure palliative che evitino il dolore fisico
  • Si deve poter contare sulla cura, la fiducia e l’accettazione dei propri cari
  • Si deve poter manifestare ed esercitare il diritto a un sostegno spirituale che offra serenità e aiuti a vivere questo momento in pienezza.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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malati terminalimalattiamorte
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