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Il cattolicesimo accoglie tutti, anche le persone fastidiose

CROWD ENTERING CHURCH
Alexander Image | Shutterstock
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Tutti sono accolti nel gregge per essere salvati dai lupi del mondo

“Non siamo una di quelle Chiese che parlano tanto di profezia – non saremmo la Chiesa giusta per voi, ma spero che la vostra ricerca di una Chiesa in cui sentirvi a casa vada a buon fine”. È quello che un pastore battista del Sud molto rispettato sostiene di aver detto a un uomo che voleva parlare di profezie bibliche.

Definisce quest’uomo un “cristiano monoquestione”. Le persone di questo tipo rendono la questione che sta loro a cuore l’oggetto di ogni conversazione e il criterio di ogni decisione. Il pastore non voleva affrontare una cosa del genere, e chi può biasimarlo? I “cristiani monoquestione” possono essere davvero fastidiosi.

La storia è apparsa sul blog dell’importante agenzia battista del Sud LifeWay Research, e mi ci sono imbattuto mentre cercavo altro. Il direttore dell’agenzia, Ed Stetzer, un pezzo grosso del mondo evangelico, ha spiegato che queste persone feriscono la congregazione se viene loro permesso di unircisi. “Non si è un buon amministratore della propria Chiesa se le si fa entrare”, ha affermato, perché non “si adattano bene a una congregazione concentrata sulla missione”.

In altre parole, il saggio pastore manda via un uomo di questo tipo. Se capisco bene Stetzer, l’uomo fallisce il test della membership. Non è ovviamente un test enunciato ad alta voce. Quell’uomo non è abbastanza valido per unirsi. Prenderà dalla Chiesa più di quanto potrà darle.

Sono rimasto un po’ sorpreso vedendo Stetzer dirlo ad alta voce. Sembra così insensibile e utilitaristico. Il “cristiano monoquestione” è forse la centesima pecora che ha bisogno di essere trovata mentre le altre 99 possono essere lasciate nel gregge. Parte della missione della congregazione dovrebbe essere accogliere le persone scomode nel gregge e salvarle dai lupi del mondo.

Non è l’unico a dire una cosa di questo tipo. Quando lavoravo in un seminario protestante i miei colleghi dicevano lo stesso. Tutto riguarda “la missione, non il mantenimento”, affermavano.

Tiro fuori la questione perché ci offre un buon modo per vedere qualcosa di fondamentale relativo alla comprensione cattolica della Chiesa, e in particolare della parrocchia locale. Stetzer pensa che una Chiesa dovrebbe selezionare i suoi membri in base alla personalità e alla loro utilità per la congregazione concentrata sulla sua missione. Noi non la pensiamo così.

L’approccio cattolico

Non riesco a immaginare molti sacerdoti cattolici rispondere a quell’uomo con una versione educata del “Sarai una persona molto difficile da trattare. Vai via”. Devono aver voglia di dirlo di tanto in tanto, perché sono peccatori che hanno a che fare con peccatori.

Le persone come quell’uomo possono infastidire molto. Sono quelle che chiamano a orari strani per criticare un sermone o lamentarsi del fatto che non è stata menzionata la questione che sta loro a cuore nella Messa del giovedì mattina, o che ti bloccano dopo la Messa quando devi chiedere alla signora Smith come sta il marito dopo l’intervento. Fa lo stesso anche ad altre persone in chiesa.

Ma pochi direbbero una cosa del genere, e non solo perché cercano di essere bravi sacerdoti. Non lo direbbero perché la Chiesa cattolica non pensa a se stessa in questo modo. Il punto di vista cattolico è che chiunque appartiene alla sua parrocchia.

Il Codice di Diritto Canonico si esprime al riguardo dicendo qual è il “domicilio” di una persona e quali diritti le dà nella sua parrocchia locale. Non dice: “Sei un membro della tua parrocchia locale a meno che il tuo pastore non pensi che sei una spina nel fianco”. Sei un membro della parrocchia, lui è il pastore della parrocchia e punto.

La costituzione Lumen Gentium del Concilio Vaticano II ha spiegato che “sono pienamente incorporati nella società della Chiesa quelli che, avendo lo Spirito di Cristo, accettano integralmente la sua organizzazione e tutti i mezzi di salvezza in essa istituiti, e che inoltre, grazie ai legami costituiti dalla professione di fede, dai sacramenti, dal governo ecclesiastico e dalla comunione, sono uniti, nell’assemblea visibile della Chiesa, con il Cristo che la dirige mediante il sommo Pontefice e i vescovi”. Sei cattolico, questa è la Chiesa cattolica e punto.

Gli standard

La Chiesa richiede molto e molto poco. Si deve essere d’accordo con molte cose e vivere conformemente ad esse, ma non si dev’essere un tipo di persona specifica. Si può essere il “cristiano monoquestione” più fastidioso e si fa pienamente parte della Chiesa come qualsiasi santo. Non si deve rispettare alcuno standard se non quelli di Dio.

Potremmo dire che la Chiesa cattolica riguarda la missione, non il mantenimento. È un buono slogan. Ma mantenere il proprio gregge è parte della sua missione, ed è parte della missione che il mondo potrebbe notare. “Guardate come si amano tra loro quei cristiani, anche quel rompiscatole” può essere una testimonianza più importante delle azioni chiamate in genere “evangelizzazione”.

Come si pensa abbia detto il grande scrittore irlandese James Joyce, nella Chiesa “c’è posto per chiunque”. Apparentemente non lo ha detto riguardo alla Chiesa, ma è in ogni caso un pensiero splendido. “Chiunque” include le persone strane, quelle eccentriche e quelle difficili, quelle fastidiose e quelle che suscitano frustrazione e imbarazzo. Potrebbe includere voi.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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