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Il Signor Distruggere ed il bisogno di detestare chi non è come noi

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Un fenomeno social dai numeri importanti: è lui, Vincenzo Maisto, che ha reso noto al grande pubblico il fitto sottobosco di Mamme pancine & Co

Di cosa vivrebbe questo sito? Di cosa si alimenterebbe questo ragazzo con il suo famelico bisogno di humour?

Ha delle fidatissime sue compari social che si sono intrufolate nei gruppi segreti dove effettivamente e oggettivamente vengono dette, scritte, fotografate cose al di là del limite.

La torta che rappresenta la fase espulsiva vista dal lato ostetrica o marito-un attimo prima del non del tutto da escludersi svenimento con atterraggio sul setto nasale. Placente cucinate (ma non ci sarà dietro qualcosa di peggio dell’ignoranza?). Ricotte fatte col latte materno e offerte a vicini ignari. Ignari e speriamo non intolleranti. (Ma si sa che il latte materno non genera intolleranze, vero pancine?). Assorbenti bruciati in terrazza e altre amenità pure peggiori.

Queste cose sono rintracciate effettivamente all’interno di gruppi social, insieme con richieste bizzarre su pratiche erotiche per le quali forse sarà necessario il sequel di 50 sfumature di nero; le “lotterie” su “indovina mese e sesso” con selfone della pancia. I link in regalo. Questo, signori, e molto altro, come potrebbe in effetti non suscitare sgomento? E risate?

Facebook

Leggendo vari contributi tra blog e pagina Facebook si ritrova una penna pungente, un ritmo veloce e riuscito. Un passo, in fondo, leggero. Ho letto anche un suo articolo che denuncia la morte di una donna per setticemia, avvenuta a Cagliari, probabilmente sopraggiunta in seguito al parto fatto in casa.

L’autore affronta il tema e il fatto con tutti i condizionali d’obbligo ed è pieno di ragioni. Perché, si chiede, ostinarsi al parto in casa o addirittura in una tenda rifacendosi a pratiche da primo millennio, quando allora la mortalità era altissima?

Perché aderire a gruppi che esaltano una non tanto bene precisata naturalità, che ri-caricano di significati magici la maternità, il grembo, la fertilità e tutto ciò che il generare la vita comporta? Perché sfidare così tanto il senso del ridicolo?

Se lo chiede. Ha ragione. Che senso ha?

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