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Perché gli ortodossi si fanno il segno della croce “al contrario”?

Russian Orthodox Christians

FABIO BUCCIARELLI / AFP

Valentin Fontan-Moret - pubblicato il 03/11/17

Il segno della croce è il simbolo cristiano per eccellenza. Tracciato con la mano destra sul corpo, questo sacramentale è praticato in diversi modi a seconda delle tradizioni. Il senso in cui esso viene effettuato distingue poi i cattolici dagli ortodossi. Ma qual è il significato di tali sottigliezze?

Il segno della croce è il gesto col quale i cristiani significano la benedizione della propria persona nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Pratiche analoghe sono note in altre religioni, e del resto è difficile non vedere in alcune tradizioni giudaiche la prefigurazione di questo tanto particolare simbolo cristiano, manifestazione fisica e visibile di un cammino spirituale e personale. Tale pratica apparve verosimilmente molto presto nella storia del cristianesimo, e colpisce constatare come la sua evoluzione abbia seguito quella della Chiesa, in particolare lo scisma tra Oriente e Occidente, poiché due maniere di segnarsi distinguono ormai i cristiani cattolici e quelli ortodossi.

La tradizione che si è imposta in Occidente, predominante tra i cattolici latini, è di segnarsi dall’alto in basso, poi da sinistra a destra. Spesso viene tracciato con la mano destra aperta, le cinque dita giunte a evocare le cinque piaghe di Cristo. Quest’uso, però, è relativamente recente e si differenzia dalla pratica primitiva, che ha ancora corso nel mondo cristiano orientale. In effetti, in origine i cristiani si segnavano dall’alto in basso e poi da destra a sinistra. Il pollice, l’indice e il medio sono uniti, a evocare la Trinità consustanziale e indivisibile, mentre l’anulare e il mignolo, raccolti nel palmo della mano, evocano le due nature di Cristo – quella umana e quella divina.

Come una benedizione

La tradizione orientale e primitiva riproduce quindi il gesto della benedizione data dal clero come in uno specchio: la benedizione data dal prete o dal vescovo riproduce il gesto di Gesù raffigurato nelle icone bizantine, ove il pollice della mano benedicente tocca o sfiora l’anulare, l’indice è alzato verso l’alto, il medio e il mignolo sono lievemente piegati. Così la mano del prete forma le lettere iniziali e finali delle parole “Gesù Cristo” in greco – “IC” e “XC” – sempre ricordando l’associazione delle tre Persone della Trinità e le due nature di Cristo. La mano che benedice traccia così il segno della croce verso il fedele dall’alto in basso, poi da sinistra a destra. Questo senso, che è sempre quello delle benedizioni impartite dal clero, in Oriente come in Occidente, è verosimilmente quello in uso fin dai primi tempi dell’era cristiana. Ed è quanto giustifica la pratica orientale del segno della croce: riproducendo come in uno specchio il gesto della benedizione impartita da un’autorità, si riconosce implicitamente che nessuno potrebbe veramente benedire sé stesso e che, anche in assenza di un membro del clero, ogni benedizione viene ricevuta da una potenza superiore, in ultima analisi quella di Dio.

La storia del segno della croce è quindi legata a quella della benedizione. La pratica occidentale, del resto, è ormai quella di benedire con la mano aperta, e così i fedeli si segnano con la mano aperta. Divenuto un segno distintivo delle specificità di ogni tradizione, la preferenza di un senso o dell’altro trova più di una spiegazione simbolica (più o meno convincenti): tracciando su di sé la croce da sinistra a destra, si significherebbe il passaggio dalle tenebre alla luce, dalla miseria alla gloria – così speculava a suo tempo, il XIII secolo, Innocenzo III, quando tale pratica cominciava a prendere piede in Occidente.

Ma perché la benedizione, da parte sua, è stata fin dal principio e data dall’alto in basso e da sinistra a destra, dettando il senso originale del segno della croce compiuto dai fedeli? Forse semplicemente perché questo è il senso naturale della lettura e della scrittura nelle lingue latina e greca. Benedicendo, il clero “scrive” la croce su quelli che benedice. Una cosa è sicura: il segno della croce, quale che sia il senso in cui è tracciato, è un gesto orante e un’invocazione della Santa Trinità.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

Tags:
chiese orientalispiritualità
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