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Santa Gianna Beretta Molla: «Ogni vocazione è vocazione alla maternità»

Silvia Lucchetti - Aleteia Italia - pubblicato il 01/11/17

Santa Gianna Beretta Molla, una mamma per la Vita

Tutto è tornato alla memoria qualche mese fa, quando fa fra Roberto Brunelli del Centro Missionario Francescano delle Marche, mi ha spedito a casa un po’ di libri e libricini. Tra quelli più piccoli, sono quasi opuscoli, spiccava uno su di lei, dal titolo: “Santa Gianna Beretta Molla, una mamma per la Vita”.
Quest’estate, quando ho scoperto – finalmente!!! – di essere incinta (un vero miracolo) ho cercato istintivamente di nuovo quel piccolo testo. E oggi che è la festa di tutti i Santi ho pensato fosse il giorno giusto per condividerlo con voi, con tutti, con tutte, care donne, care madri (ogni donna è mamma di qualcuno anche se non biologicamente), per ringraziare la Madonna e conoscere qualcosa della storia di una donna normale, di una sposa, di un medico, di una mamma che ha dato la vita per mettere al mondo la sua quarta figlia e che la Chiesa ha innalzato all’onore degli altari.

«Ogni vocazione è vocazione alla maternità – materiale – spirituale – morale – perché Dio ha posto in noi l’istinto alla vita. Il sacerdote è padre, le Suore sono madri delle anime. Guai a chi non accetta la propria vocazione di maternità. Dobbiamo prepararci alla nostra vocazione, prepararci per essere donatori di vita». (Santa Gianna Beretta Molla)

La fede trasmessa dai genitori

Gianna, decima di tredici fratelli, nacque a Magenta il 4 ottobre del 1922, nel giorno della festa di San Francesco d’Assisi. I genitori Alberto e Maria, terziari francescani, furono un esempio fondamentale per i figli che ricevettero da loro la fede. Poco prima delle sue nozze Gianna scrive al suo fidanzato parlando di loro così:

«I miei santi genitori, tanto retti e sapienti, di quella sapienza che è riflesso del loro animo buono, giusto e timorato di Dio».




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Gianna raccontata dalla sorella Virginia

Negli anni dell’adolescenza la giovane Gianna non è molto attratta dagli studi, si dedica con impegno a scuola, compie con serietà il suo dovere ma non raggiunge risultati eccellenti. Profonda è invece la sua allegria, il suo desiderio di frequentare la parrocchia. Ecco come la descrive la sorella Virginia:

«La meditazione quotidiana del mattino era per lei fonte di gioia, amore e forza. Al pomeriggio, anche se assillata dallo studio, una visita a Gesù Eucaristico costituiva il suo svago e intervallo di distensione intellettuale e spirituale. Portava sempre in tasca o nella borsetta la corona del rosario che recitava ogni giorno: abitudine che risaliva alla prima infanzia quando tutta la famiglia, attorno ai genitori, lo recitava in ginocchio davanti al quadro o alla statuetta della Madonna, sempre presente nella sala».

A 16 anni scrive «Ricordi e preghiere»

Quando ha quasi 16 anni la famiglia si trasferisce a Genova-Quinto al Mare e i figli si integrano nella nuova comunità cristiana diventando membri attivi di associazioni cattoliche. Dopo aver partecipato ad un corso di esercizi spirituali in preparazione alla Santa Pasqua, la giovane Gianna piena di fervore scrive degli appunti, intitolati da lei “Ricordi e preghiere”:

Gesù, ti prometto di sottopormi a tutto ciò che permetterai mi accada. Fammi solo conoscere la tua volontà. -Voglio fare tutto per Gesù. Ogni mia opera, ogni mio dispiacere, li offro tutti a Lui. -Non voglio vedere al cinema nessuno spettacolo che sia scandaloso o immorale. -Preferisco morire, piuttosto che commettere un peccato mortale. Voglio temere il peccato come se fosse un serpente. -Non voglio andare all’inferno, quindi eviterò tutto ciò che può far male alla mia anima. -Dirò una Ave Maria tutti i giorni, perché il Signore mi faccia fare una buona morte. -Prego il Signore perché mi faccia comprendere la sua grande misericordia. -Ubbidire e studiare, sebbene non ne abbia voglia, per amore di Gesù. -Voglio sempre recitare da oggi in poi le mie preghiere in ginocchio, tanto la mattina in chiesa come alla sera nella mia camera. -Voglio sopportare qualunque rimprovero. La via della umiliazione è la più breve per arrivare alla santità. -Pregherò il Signore di farmi andare in Paradiso. Con l’aiuto di Dio entrerò nel Regno dei cieli, con tutti santi e le altre anime.

Azione Cattolica

Gianna prende molto sul serio i suoi propositi, si impegna con passione e tenacia assumendosi responsabilità educative in parrocchia e nell’ambito dell’Azione Cattolica. La sua fede cresce e anche nei momenti di grande sconforto, come quando muoiono i genitori, non manca mai di confidare in Dio e ringraziarlo.




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La laurea in medicina

Il 30 novembre del 1949 consegue la laurea in medicina e chirurgia all’età di ventisette anni. Da quel momento fino al 1962 Gianna vestirà il camice bianco per svolgere con ardore e professionalità il suo servizio. Dopo la specializzazione in pediatria si mette accanto alle mamme in gravidanza per sostenerle, consigliarle, incoraggiarle e per difendere la vita fin da concepimento. Sarà volontaria alla scuola materna delle Canossiane e nel consultorio dell’Opera Nazionale Maternità e Infanzia di Magenta.

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