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Cos’è successo quando l’autore de L’Esorcista ha “giocato” con una tavola ouija

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JT Blatty | Alamy Stock Photo

Zelda Caldwell - pubblicato il 31/10/17

Mentre lavorava al suo libro, l'autore William Peter Blatty si è convinto che la possessione demoniaca è davvero reale

Spesso definito “il film più spaventoso mai realizzato”, L’Esorcista, basato sul romanzo del 1973 di William Peter Blatty, ha portato sul grande schermo il rito cattolico dell’esorcismo con la sua storia indimenticabile di una bambina di 12 anni posseduta, della ricerca disperata di aiuto da parte della madre e dei sacerdoti che sono andati ad aiutarla.

Quello che alcuni possono non ricordare del film è il ruolo che gioca una tavola ouija nella possessione di Regan. All’inizio della pellicola, la madre di Regan, Chris, chiede alla figlia se sa come usare la tavola ouija di famiglia, e la ragazzina risponde che gioca con “il capitano Howdy”.

“Chi è il capitano Howdy?”, chiede Chris.

“Dai. Il capitano Howdy. Io faccio le domande e lui dà le risposte!”

La tavola ouija, lungi dall’essere un innocuo gioco di società, è allora il modo in cui il diavolo, sotto forma di “capitano Howdy”, ha avuto accesso all’anima di Regan.

Blatty, morto all’inizio di quest’anno, riconobbe in un’intervista del 1972 rilasciata al giornalista britannico Ray Connolly che mentre terminava di scrivere L’Esorcista aveva avuto un’esperienza personale con una tavola ouija, cosa che lo aveva convinto che stava comunicando con qualche tipo di spirito.

Quando gli venne chiesto se si era spaventato scrivendo il libro, Blatty disse:

Non vorrei sembrare pazzo,ma mentre scrivevo l’ultimo capitolo e l’epilogo ho avuto una serie di esperienze bizzarre. Per la prima volta nella vita mi sono trovato ad essere attaccato a una tavola ouija per dieci giorni. Non l’avevo mai fatto prima, ma ho visto che non riuscivo a smettere, e ho avuto la netta sensazione che stessi comunicando con i defunti. Sì, concordo sul fatto che potesse essere dovuto ad autosuggestione, e sapevo come funzionava la tavola ouija perché avevo fatto molte ricerche sul tema per il libro, ma c’erano certe cose inspiegabili a livello razionale. Ho pensato che fosse mio padre che stava comunicando con me, e ho cercato qualcuno che mi aiutasse a validare quell’esperienza. Era una ragazzina che poteva andare in trance ipnotica autoimposta e che avrebbe mosso la tavoletta sulla tavola ouija. Io non l’ho toccata affatto e ho posto le domande in arabo, di cui lei non capiva neanche una parola, eppure ho ottenuto le risposte esatte. Ma poi ho pensato che forse stavo formulando le risposte mentalmente in inglese e lei le prendeva da me telepaticamente.

Blatty ha detto a Connolly che dopo aver sperimentato la tavola ouija hanno continuato ad accadere cose strane e inspiegabili:

Poi ci sono state esperienze di poltergeist. Durante la revisione del libro a casa di un amico ha suonato il telefono, e all’improvviso la cornetta si è staccata dalla forcella. È successo prima a lui e poi a me. Ho chiesto a un amico esperto di acustica presso il Kennedy Center quali erano le possibilità che potesse accadere a livello elettrico e ha risposto che era impossibile, cosa confermata anche dagli ingegneri della compagnia telefonica di due Stati. Ma entrambi lo avevamo visto. È stato il culmine di numerosi incidenti, ma è stato quello che non poteva essere spiegato in alcun modo. Poi una macchina da scrivere elettrica ha scritto una riga in un linguaggio incomprensibile, ma non so niente di cose elettriche. Magari c’era un corto circuito da qualche parte. Era possibile.

In seguito Blatty è diventato un cattolico praticante, ma all’epoca dell’intervista ha descritto il suo cattolicesimo come “rilassato”. Ad ogni modo, ha affermato che la sua ricerca e le esperienze fatte mentre scriveva il libro lo hanno convinto del fatto che la possessione demoniaca è reale.

“Se il 97-98% dei casi riferiti di possessione può essere spiegato con la frode o con un disturbo mentale, resta quel 2-3% che non rientra in questi casi, e al riguardo ho giudicato prudentemente che un’entità non corporea, intelligente e non umana fosse riuscita in qualche modo a prendere possesso di un essere umano”, ha dichiarato.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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