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Le apparizioni di Medjugorje: vere o false, ecco come capirci qualcosa

don Andrea Lonardo - Centro Culturale "Gli Scritti" - pubblicato il 29/10/17

Ci sono taluni che attaccano sempre il papa e ci sono altri, a volte teologi intelligentissimi, che attaccano quelli che attaccano il papa. Sono pochi sia gli uni che gli altri, ma fanno chiasso e al mondo sembra che esistano solo loro e non la maggioranza silenziosa che, come sempre, tiene in piedi il mondo. Diciamo meglio: ai giornalisti fa comodo dare voce solo agli uni e agli altri, perché il mondo delle comunicazioni vive di contrasti, di opposizioni, di bianco e nero, mentre la vera cultura è fatta di sfumature[6].

Scusate l’espressione, ma questi individui litigano fra di loro ragazzini: «Tu hai detto questo e io allora ti rispondo piccato. E io allora ti contrattacco su questo. E io su questo. E così via». Fanno – e tragicamente fanno fare alla Chiesa – la figura di bambini che perdono tempo a litigare dinanzi al mondo intero, al posto di cercare l’unità. Noi, invece, dobbiamo ritrovare l’unità che è tipica dei battezzati. È tristissimo vedere persone anche di grande levatura che si attaccano come ragazzini. E questo sui social o sui quotidiani, cioè in pubblico.

Nella prima Lettera ai Corinzi, san Paolo – poiché i cristiani di quella città stanno litigando – dice: «Già per voi è una sconfitta che abbiate liti tra di voi, ma è ancora più grave che voi le liti le volete risolvere dinanzi a giudici pagani». Accadeva cioè che i cristiani, al posto di trovare pace fra di loro, non solo litigavano, ma erigevano a giudici delle loro liti persone non cristiane. Litigare su Facebook vuol dire cercare il plauso di chi cristiano non è, sbandierando il proprio fastidio e mostrando a gente che non conosce la Chiesa dall’interno una lite che è fra fratelli.

Paolo dice: «Il fratello cita l’altro in giudizio e per di più dinnanzi ai pagani!». Noi dobbiamo, invece, riscoprire la nostra unità grande, forte. Papa Francesco ha più volte ricordato che la divisione nella Chiesa è un male e che chi pronuncia parole di divisione fa il male della Chiesa, fa male all’annunzio del Vangelo[7].

7/ Più specificamente sulla questione di Medjugorje

Le cose fin qui dette sono vere e bisogna partire da tali punti fermi, mostrando che c’è un’unità di tutti i cristiani su di essi e che l’unità precede quella che è la legittima pluriformità successiva – nella Chiesa c’è sempre un’unità di fondo e solo a partire da questa unità esistono legittime differenze[8]. Io ritengo che sia necessario partire sempre dalle cose certe e comuni e solo dopo arrivare quelle discutibili.

È certo che Dio interviene nella storia, è certo che Dio interviene tramite i suoi santi e la Madonna in particolare, è sicuro che Maria può apparire nella storia, è certo che desidera che noi cresciamo nella preghiera, è vero che la nostra fede deve accogliere con più attenzione il popolo e i modi semplici della preghiera e della vita cristiana e così via.




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A questo punto c’è spazio anche per le questioni dibattute. Innanzitutto non possono che essere dibattute tutte le vicende che non si sono ancora concluse e quindi sono aperte a sviluppi inaspettati. I “veggenti” affermano che la Madonna parla ancora loro e quindi, comunque, le “apparizioni” non sono concluse: non è possibile emettere un verdetto definitivo di riconoscimento già per questo solo motivo. Solo per fornire un esempio diverso, non si può canonizzare qualcuno finché non si è chiusa la sua vicenda, finché non è morto.

La Chiesa ha, sulle apparizioni mariane nella storia e similmente sulle canonizzazioni, una pazienza sconfinata. Se uno dicesse: «Quanto è santo don Alberto!», lui risponderebbe: «Calma, datemi ancora alcuni anni di vita perché, sino a che io non sono arrivato al termine, voi non potete pronunciare un giudizio su di me».




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La Chiesa dice, allora, che la Madonna appare veramente nella storia, che è apparsa a Fatima, che è apparsa a Lourdes, che è apparsa altrove. La Chiesa crede con sicurezza che la Madonna è veramente vicina, che non è bene che la fede in Dio sia fredda disprezzando il modo in cui i santi di Dio aiutano il popolo. La Chiesa dice che senza la preghiera non si salva il mondo.

E poi si prende il suo tempo legittimo per valutare ciò che è avvenuto a Medjugorje: «Vediamo, calma, aspettiamo che passi un secolo e poi dopo si vedrà».

Nel caso di Medjugorje, comunque, ci sono già degli elementi di discussione, alcuni certamente positivi e altri probelmatici. Tutti gli interventi romani pubblici su Medjugorje insistono, infatti, sulla realtà delle conversioni di chi viene in pellegrinaggio, sulle confessioni celebrate, sulla riscoperta della preghiera e della carità in tanti pellegrini. Questo è certamente vero e questo non solo è bene, ma è molto buono.




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Sembra, inoltre, che i “veggenti” siano ritenuti dalla commissione come persone in buona fede[9].

Invece vengono rilevati da più parti due questioni che sono sotto esame.

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apparizioni marianemadonnamedjugorje
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