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Cosa succede a chi muore all’improvviso senza confessione?

Jesus Cervantes / Shutterstock
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Bisogna pregare per chi muore in peccato mortale e potrebbe essersi condannato?

È stabilito che gli uomini muoiano una sola volta e poi viene il giudizio (Eb 9, 27), e in questo giudizio particolare ciascuno riceve in base a ciò che ha fatto durante la sua vita mortale (2 Cor 5, 10).

La dottrina cristiana ha sempre detto chiaramente che ciascuno raccoglierà nell’eternità ciò che avrà seminato in questa vita terrena.

Innanzitutto, teniamo conto di una grande verità: “Dio non predestina nessuno ad andare all’Inferno” (Catechismo, n. 1037). La volontà di Dio è che tutti gli uomini arrivino a godere della salvezza, della visione beatifica.

Perché qualcuno si condanni davvero, è necessario che si allontani volontariamente da Dio, serve un’avversione permanente a Lui, una ribellione contro la sua volontà o uno scontro con Lui, e inoltre che si persista in questo atteggiamento fino all’ultimo giorno (Mt 7, 23; Mt 25, 41). Non credo siano molte le persone che riuniscono tutte queste condizioni.

Ad ogni modo, chi muore in peccato mortale senza pentirsi va all’Inferno (Catechismo, n. 1033), e la teologia cristiana afferma che un’anima condannata non può essere poi salvata con le preghiere.

Una cosa, però, è l’irreversibilità del destino chiamato Inferno (Catechismo, n. 1035), e un’altra molto diversa è ovviamente ritenere qualcuno già condannato all’Inferno.

Non si può pensare o dichiarare che qualcuno, morendo in modo repentino e secondo noi senza essere in stato di grazia, si sia condannato inesorabilmente. Nessuno dovrebbe mai pensare questo neanche del più abietto dei criminali.

Perché non si può pensare? Sappiamo qual è la via ordinaria per andare in cielo direttamente o indirettamente (attraverso il Purgatorio): morire in stato di grazia. Esiste tuttavia una possibilità di salvezza per la persona che, trovandosi in peccato grave, muore senza essersi riconciliata con Dio attraverso il sacramento della confessione, anche se deve in ogni caso passare per il Purgatorio.

Questa eccezione si basa su vari elementi.

1.- Quando la persona, al momento della morte, non può essere assistita da un sacerdote. Supponiamo il caso di un incidente aereo o automobilistico. Dio potrebbe forse condannare le vittime per essere morte senza la presenza di un sacerdote, se avendolo a disposizione forse avrebbero fatto ricorso a lui? Sicuramente no.

In queste circostanze, la Chiesa crede nella Misericordia del Signore nei confronti di queste persone che con il loro ultimo respiro chiedono perdono. Se la persona ha un momento di lucidità prima della morte e in quell’istante si pente con cuore contrito per tutti i suoi peccati e chiede a Dio perdono si salverà.

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