Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
domenica 29 Novembre |
Santa Caterina Labouré
home iconCultura
line break icon

Corea: il Paese che “si annunciò il Vangelo da sé”. Una mostra lo illustra

On Earth as it is in Heaven

© 2017 seoul Museum of History

Giovanni Marcotullio - Aleteia Italia - pubblicato il 23/10/17

Negli anni in cui il nome del Paese asiatico è associato sinistramente al dittatore del Nord, Kim Jong-un, una bellissima mostra allestita in Vaticano ripercorre la sua eccezionale vicenda cristiana a partire dai giorni in cui i coreani cercarono nell'ancora ignoto cristianesimo la risposta alle loro angosciose domande

Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.

Ora, come potranno invocarlo senza aver prima creduto in lui? E come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi? E come lo annunzieranno, senza essere prima inviati?

Rom. 10, 13-15

Questo passo della Lettera ai Romani ha costituito per venti secoli, e costituisce tuttora, uno dei più importanti fondamenti scritturistici della missiologia, cioè della branca della teologia che si interroga specificamente sul senso, sul significato e sui fini della missione (che nulla a che vedere ha col proselitismo).

Missione non è proselitismo

In effetti, in un modo o nell’altro le cose sono andate sempre così: qualcuno – che nei tempi antichi e con parola greca chiamavamo “apostolo”, nei tempi moderni e con parola latina abbiamo chiamato “missionario” – prendeva, lasciava il proprio Paese e si recava altrove, da gente che non aveva mai sentito parlare di Gesù Cristo. A quella gente, secondo modalità in parte estemporanee e dettate dal principio incarnatorio dell’inculturazione (e in parte preparate da lunghi anni di formazione), l’apostolo/missionario spiegava che la risposta alle sue domande più profonde esiste e non è un mero concetto, bensì una persona di nome Gesù. Non è questo il momento di addentrarci nella questione, ma per l’intanto potremmo dire così la differenza tra proselitismo e missione: il proselitismo va apoditticamente a portare un’affermazione, che non appoggiandosi ad alcuna domanda resta lì come seme di ideologia; la missione è anzitutto un approssimarsi agli uomini, lì dove sono, per ascoltarne «le gioie e le speranze, i dolori e le angosce», insomma le domande, e offrire loro una risposta. Conditio sine qua non del missionario/apostolo è che quella risposta, cioè la persona di Cristo, egli per primo l’abbia incontrata e costantemente la incontri.

È nota soltanto un’unica eccezione a questa norma, cioè a quella stabilita dall’incalzante sequenza di domande retoriche della Lettera ai Romani: il caso della Corea. Da nessuna fonte ci risulta infatti che esista un altro luogo al mondo in cui l’annuncio del Vangelo sia giunto con le modalità per cui è entrato in Corea. Nessuno è entrato in quella terra ad ascoltare le domande della gente, ma poiché quelle domande erano cocenti alcuni coreani si sono organizzati per andare a cercare le risposte fuori dalla propria terra, nella grande Cina, dove quelli sapevano esserci problemi analoghi ai loro ma che venivano risolti con un’intelligente e libera appropriazione del contributo proveniente dall’Europa.

La domanda della Corea

Se immaginate il medioevo come l’epoca in cui si credeva che la terra fosse piatta, probabilmente non eravate attenti alle lezioni sulla Divina Commedia, al liceo, o sapreste che l’Ulisse dantesco descrive la rotta a sud dello stretto di Gibilterra come quella per cui si costeggia l’Africa e si giunge nell’emisfero australe (terra inesplorata in cui secondo l’immaginazione del Poeta sorgerebbe la montagna del Purgatorio). Dunque gli europei medievali (quelli colti, almeno) hanno sempre saputo della forma tendenzialmente sferica dei pianeti. Lo stesso non si può dire dei cinesi (pur progreditissimi in molte arti e scienze), i quali ritenevano che a essere tondo, semmai, fosse il cielo, mentre la terra era non solo piatta ma quadrata. Così potreste vedere eccellenti prodotti della cartografia cinese del XV-XVI secolo che mostrano una terra piatta e quadrata, con la Cina che ne occupa la gran parte del centro. Da questa cartografia, dunque, i coreani appresero di vivere all’estremità del mondo. Immaginate la loro sorpresa quando scoprirono che anche ciò che consideravano il centro del mondo (cioè appunto la Cina) ne era ritenuto un’estremità dagli abitanti di un altro grande blocco terraqueo (l’Europa)! E benché il Vecchio Continente non fosse al top in tutti i settori, a confronto con l’Asia (la stampa a caratteri metallici mobili, per esempio, era largamente usata in Cina e in Corea da due secoli prima dell’invenzione di Gutenberg…), nella cartografia e nella cosmologia – grazie al lavoro eccezionale di esploratori, cartografi, ottici e astronomi – gli europei stavano aprendo frontiere impensabili per tutto il mondo.

E questa prospettiva sconvolgente arrivava a scuotere ciò che restava di un “piccolo mondo antico” come la società neoconfuciana dei secoli XVI e XVII: essa invitava sì gli uomini a perseguire “cinque virtù” (magnanimità, rispetto, scrupolosità, gentilezza e sincerità), ma li segregava in classi sociali blindate e non offriva alcuno strumento “spirituale” – cioè che potesse agire sulla volontà dell’uomo, sanarne il cuore in radice – per cui si potessero emendare dai vizi che a quelle virtù stanno universalmente contrapposti. Per cui accadeva che l’antico pensiero di Confucio diventasse endemicamente una filosofia morale farisaica, dal momento che nessuno in realtà riusciva a portarne i pesi, e fungeva allora da collante e da “stabilizzatore” sociale.

All’uno e all’altro problema i coreani credettero di vedere una soluzione nel cristianesimo, che la Cina stava lentamente accogliendo – soprattutto grazie al sovrumano operato di missionari come il gesuita Matteo Ricci –: la dottrina di Gesù, infatti, comprendeva tutti i precetti del confucianesimo, e anzi ne aggiungeva di altri… però forniva in aggiunta la grazia necessaria a vivere quei vertiginosi precetti. Insieme con la grazia c’erano la misericordia e il perdono – pressoché sconosciuti nella cultura confuciana – basate sul fatto che Dio, un vero Dio, anzi il solo Dio vivo e vero, era venuto a cercare gli uomini e che li aveva recuperati facendosi uguale a loro in tutto (eccetto che nel peccato). Questo faceva immediatamente decadere tutte le classi sociali, perlomeno intese come compartimenti in cui si nasce e si muore e per i quali ci si vede precludere l’accesso alla felicità: Cristo poteva distruggere le idolatrie dello Stato e di una religiosità artefatta e apriva a ciascuno – non importa quanto umile fosse la sua condizione – la via della perfezione e della perfetta letizia.

Sembra una fiaba ma è pura storia, e ha date e luoghi: all’inizio della seconda metà del XVIII secolo una delegazione di studiosi coreani partì da Hanyang e affrontò un viaggio di circa un mese a piedi per giungere nella grande città di Pechino. Lì gli studiosi della penisola asiatica fecero incetta di orologi, sveglie, telescopi, cannocchiali, mappe della terra, del mare e del cielo… e di libri. Tanti libri di diritto, di morale, di etica… e di quella religione che i missionari dell’Occidente avevano portato, insieme con la notizia strepitosa di un Dio che non solo ti indica la via, ma ti aiuta a percorrerla.

  • 1
  • 2
Tags:
beatificazione martiri coreanicoreamartiri coreani
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
MEDALLA MILAGROSA
Corazones.org
Pregate oggi la Madonna della Medaglia Miraco...
FIRST CENTURY HOUSE AT THE SISTERS OF NAZARETH SITE
John Burger
Archeologo britannico pensa di aver trovato l...
Giovanni Marcotullio
“Kyrie eleison” e non “Signore, pietà”
Jesús V. Picón
Sacerdote con un cancro terminale: perde gli ...
CHRISTMAS MASS
Gelsomino Del Guercio
Messa di Natale anticipata: dopo il governo, ...
Pape François audience
Gelsomino Del Guercio
"Benedizione Urbi et Orbi del Papa". Attenti,...
Amy Brooks
5 ragioni per cui indosso la Medaglia Miracol...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni