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Pastori, volete riportare noi millennial in chiesa?

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J.P. Mauro - pubblicato il 22/10/17

Dateci più di quello che possiamo ottenere dal mondo!

Come il vostro corrispondente millennial dice da anni, se non altro ai propri genitori, se le chiese vogliono far tornare i giovani all’adorazione devono darci quello che non otteniamo altrove. È semplice, davvero. Forse i rappresentanti del periodo del baby boom avevano bisogno di qualcosa di “diverso”; forse hanno risposto all’appello di rendere la Chiesa più simile al “mondo”, ma noi non siamo quella generazione. Abbiamo già sperimentato la Chiesa simile al mondo, e ora vogliamo qualcosa di “diverso”, che non sia “del mondo”.

Vogliamo più di quello che possiamo ottenere in qualsiasi altro posto. Non abbiamo bisogno che la Chiesa ci dia accesso a ciò che è cool. Già vi possiamo accedere più di quanto riusciamo a consumare. Vogliamo ciò che è vero. Vogliamo ciò che è bello. Vogliamo avervi accesso in termini antichi che potremmo non capire ma che possiamo imparare con la pratica. Vogliamo accesso a un significato che va al di là di ciò che è cool o trendy.

Vogliamo ciò che è eterno, e se le chiese non ce lo danno – se la Chiesa non ci può offrire una pausa dal mondo perché vi si è assimilata troppo – allora che fare?

È per questo che i millennials non vanno in chiesa.

Non ci vuole una laurea. I millennials sono nati con lo stesso potenziale di crescita spirituale di tutte le altre generazioni. Il marketing ci ha semplicemente fraintesi del tutto. America Magazine cita uno studio realizzato dal Centro per la Ricerca Applicata all’Apostolato della Georgetown University che ha scoperto che i cattolici assistono alla Messa “solo poche volte all’anno quando va bene”, ben lungi dal 55% dei cattolici pre-Concilio Vaticano II che andavano a Messa almeno una volta a settimana. Solo il 41% dei millennials cattolici riceve le ceneri il Mercoledì delle Ceneri, e solo il 36% rinuncia a qualcosa in Quaresima.

È abbastanza sorprendente che il 58% di noi si astenga dal mangiare carne il venerdì in Quaresima. Se sono meno i bambini che frequentano le scuole cattoliche, sempre più giovani stanno invece scegliendo college e università cattolici. La mia generazione prova un’ovvia attrazione nei confronti della Chiesa, e tuttavia c’è ancora qualcosa che ci frena dal frequentarla.

Marshall McLuhan forse aveva ragione quando ha detto che “il mezzo è il messaggio”. Penso che se la Chiesa vuole che i millennials tornino a riempire i banchi, il messaggio deve trascendere il mezzo anziché perdersi in esso.

Rachel Held Evans, scrivendo da un punto di vista protestante, lo ha detto chiaramente di recente al Washington Post:

Il basso risuona attraverso il pavimento dell’auditorium mentre un leader dalla lunga barba si ferma per invitare la congregazione, illuminata dalla luce di due maxischermi, a twittare usando #JesusLives. Il profumo di caffè appena tostato si diffonde dall’atrio, dove si possono ordinare dei caffè macchiati e comprare tazze con l’elegante logo della chiesa. Le sedie sono confortevoli, e la musica sembra tirata fuori dal vertice della classifica. Alla fine del servizio, qualcuno vincerà un iPad. Questo, dal punto di vista di molte chiese, è quello che vogliono i millennials come me.

Ma non è così. Che siamo cattolici o protestanti, non vogliamo questo. Sapete cosa vogliamo? Come hanno detto a Gesù i discepoli, “Insegnaci a pregare” (Lc 11, 1). Senza questo non abbiamo idea di come maturare nella nostra fede.

E allora aiutateci a camminare come ha camminato Gesù, croce e tutto il resto. Dopo tutto, ha detto che voleva proprio questo.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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