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Le 7 mosse dell’Unione Europea per diffondere l’ideologia gender

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Gelsomino Del Guercio - Aleteia Italia - pubblicato il 22/10/17

4) IL DIRETTORE LGBT

Le Agenzie Eu fondate più di recente raccolgono dati e osservano l’implementazione dei nuovi diritti umani inventati.

L’Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali era stata originariamente istituita come istituto di ricerca politicamente neutrale, che avrebbe dovuto fornire assistenza professionale alle istanze dell’Unione Europea. In verità si tratta di una organizzazione-attivista per la promozione dei privilegi LGBTI.

Osservando il profilo del direttore nominato nel 2015, o’Flaherty, è evidente che questa istituzione è stata pensata per incarichi di tutt’altro genere. Il direttore, infatti, lotta per il riconoscimento del «matrimonio» ugualitario come «diritto umano», per la libera scelta del genere, per l’aborto come «diritto umano» e «hate-speech», vale a dire per la restrizione della libertà di opinione e di espressione di tutti gli oppositori.

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5) L’ENTE “DEDICATO” AL GENDER

L’Istituto Europeo per l’Eguaglianza di Genere (European Institute for Gender Equality – EIGE) è stato fondato, sempre nel 2007, a Vilnius, la capitale della Lituania.

Fino al 2013 disponeva di un budget di 52,5 milioni di Euro. EIGE definisce così i suoi compiti: sostenere la promozione dell’uguaglianza di uomini e donne, la lotta contro la discriminazione di genere e la sensibilizzazione dei cittadini sulle questioni di uguaglianza negli Stati membri e nelle Istituzioni europee (in particolare nella Commissione). A prescindere dai risultati già raggiunti si può e si deve fare ancora tanto, sia in ambito lavorativo che della vita privata.

6) LE DISCUTIBILI RISOLUZIONI DEL PARLAMENTO

Il Parlamento Europeo adotta sistematicamente risoluzioni e leggi finalizzate all’imposizione di una nuova etica in ambito sessuale e familiare. Il Parlamento non possiede alcuna «competenza», non ha cioè alcun diritto di stabilire norme vincolanti per gli Stati membri in fatto di famiglia, diritti LGBTI, aborto ed educazione sessuale. Eppure su tali questioni esso adotta continuamente risoluzioni volte a modificare l’opinione pubblica, ben sapendo che i media assicurano ampio supporto a questa strategia.




Leggi anche:
La Teoria del Genere a scuola: se ne parla al Consiglio d’Europa

La parola magica, che assicura larghe maggioranze, è «omofobia». Chiunque osi dissentire viene etichettato come omofobo, razzista, sessista e, in generale, nemico dei diritti umani.

Tra le risoluzioni ce ne è una emblematica: “Risoluzione sulla lotta all’omofobia in Europa 24.05.2012”. L’«omofobia» viene equiparata a razzismo, alla xenofobia e all’antisemitismo; la commissione UE viene esortata a intensificare il contrasto all’omofobia. La risoluzione, poi, esorta gli Stati membri a legalizzare il «matrimonio egualitario», sebbene questo ambito sia totalmente estraneo alle competenze dell’UE.

7) LO “STRUMENTARIO”

Per imporre l’agenda LGBTI agli Stati membri e ai Paesi terzi, il gruppo di lavoro «Diritti Umani» dell’UE ha emanato l’8 giugno 2010 uno Strumentario per la promozione e la tutela dell’esercizio di tutti i diritti umani da parte di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) (documento 11179/10).

Lo Strumentario è «inteso ad aiutare le istituzioni dell’UE, le capitali degli Stati membri, le delegazioni, rappresentanze e ambasciate dell’UE a reagire in modo proattivo alle violazioni dei diritti umani degli LGBT e ad affrontare le cause strutturali all’origine di tali violazioni».

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ideologia genderlgbtunione europea
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