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Quando Jorge Bergoglio scese in campo per aiutare i “cartoneros” argentini

DAMIAN DOPACIO / NA / AFP
Undated file photo of Argentina's cardinal Jorge Mario Bergoglio as he speaks during a ceremony in Buenos Aires. Bergoglio has been elected Pope on March 13, 2013, to replace the frail Benedict XVI as leader of the world's 1.2 billon Catholics. AFP PHOTO / NA - DAMIAN DOPACIO
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Il Movimento dei Lavoratori Esclusi che nacque dopo la terribile crisi economica contò sul supporto dell'allora cardinale di Buenos Aires

Dopo la crisi del 2001 l’Argentina è in ginocchio. Il 45% della popolazione cade in povertà. Nasce il Movimento dei Lavoratori Esclusi e l'”angelo” che si schiera al fianco di questa gente ormai ridotta sul lastrico è l’allora cardinale di Buenos Aires Jorge Bergoglio.

Nel volume Ho incontrato Francesco. Papa Bergoglio raccontato dai protagonisti del nostro tempo(edizioni Paoline), Alessandra Buzzetti e Cristina Caricato hanno intervistato Juan Grabois, co-fondatore del Movimento. E’ stato lui a raccontare l’impegno dell’attuale pontefice a favore dei cartoneros, come riporta Avvenire (18 ottobre), che ha pubblicato stralci del volume.

«Nel 2001 – racconta Grabois – quando in Argentina è esplosa la crisi del debito a causa del neoliberismo feroce degli anni Novanta, è  cominciata una recessione durissima, durata anni, che ha portato più del 45% di argentini al limite della soglia di povertà. Senza più un lavoro regolare né le tutele sociali. Tanti scelsero di inventarsi un lavoro, con quella che noi chiamiamo “economia popolare”. Un esempio sono stati i cartoneros, gli abitanti delle villas miserias (le baraccopoli poverissime di periferia), che iniziarono ad andare la sera nei quartieri del ceto medio a frugare nell’immondizia per cercare cartone e metallo da riciclare».

CARTONEROS MINORENNI

Nasce così il Movimento dei Lavoratori Esclusi, frutto dell’amicizia tra un gruppo di studenti e i cartoneros di Buenos Aires. Il contesto era di una grande sofferenza, fatta da un lato dalla persecuzione dello Stato, dall’altro dallo sfruttamento di questi lavoratori in nero, tra cui tanti bambini. Il 40% dei cartoneros erano minorenni. «Uno dei nostri motti – ricorda il co-fondatore – era: “Se i bambini non hanno l’infanzia, l’Argentina non avrà futuro”. Nello stesso tempo, però, lottavamo contro chi criminalizzava i genitori: dal momento che i cartoneros lavoravano di notte, molte volte non sapevano dove lasciare i bambini e se li portavano con loro».

LA LETTERA A BERGOGLIO

Per questo, nel 2005, Il Movimento presenta una istanza per avere borse di studio che permettessero ai bambini di avere un luogo dove stare e studiare di notte mentre i genitori lavoravano. «Siamo riusciti a ottenere un provvedimento favorevole, ma mai attuato. Abbiamo spedito diverse lettere per chiedere un sostegno pubblico a diverse personalità, tra cui l’arcivescovo di Buenos Aires».

LA MESSA IN CATTEDRALE

Il cardinale Bergoglio rispose allora comunicando al Movimento che avrebbe celebrato una Messa in cattedrale lo stesso giorno della manifestazione promossa dai lavoratori. Fece un’omelia molto forte, criticando l’indifferenza dei governanti di fronte alla dolorosa situazione di così tanti bambini nelle strade della città. «Nel 2007 – sottolinea Grabois – gli abbiamo scritto di nuovo, per invitarlo a un evento in occasione del 1° Maggio dal titolo “Per una società senza schiavi né esclusi”».

Era una manifestazione rivolta ai cartoneros, ai lavoratori del tessile, ai migranti, spesso sfruttati o vittime della tratta delle persone. «Fu un momento decisivo, perché una parte consistente della nostra militanza aveva un pessimo giudizio sulla Chiesa. Discutemmo a lungo sull’opportunità di invitare il cardinale».

LA NASCITA DI UN’AMICIZIA

Alla fine spedirono la lettera a Bergoglio, che in quel momento era oggetto di una campagna di diffamazione da parte del governo. «Lui non partecipò alla manifestazione, ma mi telefonò – evidenzia il leader del Movimento – e mi invitò per dialogare insieme. Nacque un’amicizia immediata, perché ci trovammo in grande sintonia sulla lettura della realtà, sulle condizioni sociali, sul livello di decadenza della politica e sulla necessità di un maggiore protagonismo da parte dei Movimenti popolari per cambiare la realtà».

APPUNTAMENTO FISSO FINO AL 2013

Così ricorda Grabois, «decidemmo di proporre una Messa pubblica con lo stesso leitmotiv della manifestazione: per una società senza schiavi e senza esclusi. Da quel momento il cardinale Bergoglio ha celebrato la Messa per i lavoratori esclusi una volta l’anno. Fino al 2013! (quando è diventato papa, ndr). Il nostro rapporto di amicizia è continuato, con altri dialoghi, ma anche con dei fatti, per me molto importanti».

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