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Come riconoscere un bambino con grandi capacità?

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Essere superdotati è un beneficio, ma anche una differenza di cui genitori e docenti sanno molto poco

Superdotato, zebra, ad alto potenziale, bambino intellettualmente precoce, alto quoziente intellettivo… Abbondano termini e definizioni per indicare i bambini dall’elevato rendimento mentale, ma non tutti abbracciano la stessa realtà o significano lo stesso. Ma cos’è un bambino precoce? Quali sono le sue caratteristiche?

Un Quoziente Intellettivo (QI) superiore alla media

Il QI è un indice psicometrico, necessario ma non sufficiente, per identificare un bambino dotato. Originariamente, con William Stern nel 1912, il QI stabiliva la relazione tra l’età mentale e quella reale di un bambino, e permetteva di stabilire se un bambino era più avanti rispetto ai coetanei o meno.

Se era così, si parlava di precocità intellettuale. Con Weschler nel 1939 quel tipo di QI è stato abbandonato a favore di una nuova scala di QI in relazione a uno standad, che permetteva di classificare gli individui di uno stesso gruppo di età in relazione agli altri. Non ci permette più di determinare un ritardo nello sviluppo, ma di classificare i bambini in funzione del loro rendimento intellettivo.

Il QI medio è di 100. Ogni livello intellettivo è separato da una deviazione standard di 15 punti. Un bambino con un QI uguale o superiore a 130 si identifica come un bambino superdotato.

Un bambino superdotato non è solo un bambino con un QI superiore alla media. Ha anche una personalità diversa da quella degli altri bambini, sia sul piano intellettivo che su quello affettivo.

Un altro modo di pensare per i bambini precoci

Molto spesso si confondono le definizioni “intellettualmente precoce” e “superdotato”, ma non hanno lo stesso significato. Jeanne Siaud-Facchin, psicologa clinica, membro del Laboratorio di Ricerca sul Funzionamento Cognitivo dell’Hôpital de la Pitié-Salpêtrière e presidente di Zebra (centro francese per superdotati), afferma nel suo libro L’enfant surdoué, l’aider à grandir, l’aider à réussir [Il bambino superdotato, aiutarlo a crescere, aiutarlo a riuscire] che “un bambino precoce sarebbe un bambino avanti rispetto alla sua età, quando gli altri non arrivano al suo livello o lo raggiungono solo alcuni anni più tardi (…). Ad ogni modo, non è il fatto di stare davanti agli altri che caratterizza il bambino superdotato, quanto le peculiarità del suo funzionamento intellettivo, il suo modo di pensare diverso”.

La singolarità nel modo di pensare del bambino precoce si comprende meglio al giorno d’oggi grazie alla neurocienza. Un bambino superdotato non percepisce i codici impliciti del pensiero comune. Pensa in modo diverso, interpreta le istruzioni in modo diverso, non assume come risposta quello che a suo avviso è evidente.

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