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Siamo tutti figli adottivi di Dio

© Corinne MERCIER / CIRIC
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"Il paradosso del cristianesimo è questo: avere padri e madri e sorelle e fratelli che non rientrano nella famiglia ristretta"

Anna, sorella mia. Il sangue non ci unisce, ma il cuore sí. Un legame più forte e più grande. Tu sei un regalo, papà e mamma non potevano averti eppure dopo il mio arrivo, sei arrivata anche tu, per riempire la casa e per riempire la vita a noi tre. Non ho fatto a tempo ad arrivare in Italia che dopo un anno ci hai regalato te. Ti ho dato qualche morso e fatto qualche dispetto per la gelosia, lo confesso. Ma che sorella che sei. Abbiamo giocato, parlato, raccontato, litigato. Tu discreta, silenziosa, buona e disponibile come il papà, ma al contempo forte e determinata, e cocciuta come la mamma. Ti ricordi quando poco tempo fa abbiamo litigato? Io invadente, da sorella maggiore, cercando di darti consigli, in buona fede ti ho fatto arrabbiare. Per poi capire che tu non sei tipo da consigli o da lunghi dialoghi, confessioni tra sorelle, ma sei diventata nel tempo una donna pragmatica. Ho fatto un passo indietro, ho dismesso i panni di sorella maggiore e ho messo quelli da amica, silenziosa e presente, nella piccola grande quotidianità. E questo ci ha unite di nuovo. Ora che attendi tuo figlio in grembo e sei mamma di un bimbo in affido, ti vedo mamma, donna, e ti sento ancora più vicina. Tuo marito è un uomo buono e determinato come te, con una storia grande è difficile sulle spalle che tu porti con amore insieme a lui, ha già un figlio che tu ami, come fosse tuo. I nostri genitori hanno lasciato eredità ed impronte in te nel vivere la tua genitorialità che vi accomuna molto.

Lorenzo, il secondo regalo, inatteso, arrivato sempre per Grazia divina. Meno male che non sei nato nel giorno di san Basilio… la mamma ti avrebbe chiamato così, altrimenti. Ti è andata bene. Ma noi ogni tanto ti ricordiamo questo triste destino a cui saresti dovuto giungere e ti chiamiamo Basilio lo stesso. Tu hai quel cipiglio, quell’humor strano, sembri sempre serio, invece ci fai ridere tantissimo. Da piccolo eri incontenibile. Sei una delle persone che ha più ossa rotte che io conosca. Ora che sei papà mi fa un effetto strano guardarti, quando coccoli la tua Costanza Genevieve (tu ce l’hai proprio con i nomi strani!). Tua moglie è la tua metà, davvero ti completa. Non potevi trovare donna migliore. Tu pigro e pantofolaio, lei che per lavoro e studio tiene conferenze e viaggia dall’America al Giappone, all’Europa senza problemi. Che ti sopporta quando scleri e perdi la pazienza, che sa benissimo come prenderti ed è dotata di ironia come te. Vivete lontano, in America ed un po’ mi sembra che ci vengano tolti pezzetti di voi con questa distanza. Poi ci vediamo ed è come se ci fossimo visti il giorno prima.

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