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“Emisessualità”: quando un settimanale femminile scopre il vero amore… con inquietudine

shutterstock
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Un fermento effervescente dilaga sui social (francesi) dopo la pubblicazione sul sito di Biba di un enigmatico articolo sull’“emisessualità”. Un’anomalia comportamentale di cui l’autore sembra preoccuparsi, ma che assomiglia parecchio alla nascita di un amore durevole.

C’erano una volta gli ipersessuali frenetici, gli asessuali apatici, e grazie a Biba scopriamo che esistono anche gli “emisessuali”. Una categoria strana assai, per la Rivista: gli individui che attestano un comportamento perlomeno anormale, agli occhi della testata.

Tale “orientamento sessuale sconosciuto” è molto strano: consiste in pratica – spiega il settimanale – nel non cominciare a sentire un’attrazione sessuale per una persona se non dopo aver imparato a conoscerla. Ancora più stupefacente, la relazione sessuale viene condizionata a «una relazione emozionale forte», formula della neolingua che significa probabilmente “amore”. Capperi.

I sintomi dell’“emisessualità”

I pazienti affetti da “emisessualità” possono felicemente beneficiare dell’anonimato dei social network per confrontarsi sulla loro preoccupante peculiarità, spiega la redattrice. Vi si ritrovano in particolare per distinguere i sintomi di codesto orientamento, sembra dire stigmatizzando. Così c’è chi ammette di non apprezzare il metodo “una botta e via”, altri ancora che sono a disagio nel “baciare una persona incontrata cinque minuti prima”. Ah, gente infelice!

La dimensione surreale di questo articolo, ma diciamo pure grottesca, non ha mancato di scatenare un’onda di ilarità su Facebook. Biba – che del resto propone nel suo numero del primo settembre una stimolante inchiesta intitolata “Sìììììììì! Certo che ho simulato, a letto!” – è stata attaccata da tutti i fronti…

 

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