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Il “giorno più felice” nella vita di Madre Teresa di Calcutta

Mother Teresa Pope

AFP

Mère Teresa rencontre le Saint Siège au Vatican en 1978. Ainsi que le Saint du XXème siècle lui a rendu visite lors de son voyage en Inde en 1986. -- Mère Teresa embrassant la main du Pape le 8 novembre 1978. AFP PHOTO

ACI Digital - pubblicato il 12/10/17

Quando incontrò un altro santo

La coppia contemporanea di santi e amici più nota è probabilmente quella formata da Madre Teresa di Calcutta e San Giovanni Paolo II, le cui strade si sono incrociate molte volte nel periodo in cui la religiosa è stata superiora delle Missionarie della Carità e Giovanni Paolo II era vescovo di Roma. Nel 1986, quando il Papa visitò la casa di Madre Teresa nel cuore dei quartieri poveri di Calcutta, la santa definì l’occasione “il giorno più felice della mia vita”.

Dopo l’arrivo del Santo Padre sul posto, Madre Teresa salì sulla papamobile bianca e baciò il suo anello, noto come “anello del pescatore”. Il Pontefice baciò a sua volta la testa della santa, un saluto che si ripeteva a ogni incontro.

Dopo il caloroso benvenuto, Madre Teresa portò Giovanni Paolo II nella sua casa Nirmal Hriday (Sacro Cuore), che ospitava malati, indigenti e moribondi, fondata negli anni Cinquanta.

Il materiale fotografico della visita mostra la religiosa che conduce il Papa per mano nelle varie zone della casa, mentre il Pontefice si fermava ad abbracciare, benedire e salutare i pazienti. Benedisse anche quattro cadaveri, tra cui quello di un bambino.

In base ai resoconti forniti dalla BBC, Papa Wojtyła era “visibilmente emozionato” durante il percorso, mentre aiutava le suore a nutrire e curare malati e moribondi. In certi momenti il santo Padre era così sorpreso da ciò che vedeva da non trovare le parole per rispondere a Madre Teresa.

In seguito il vescovo di Roma pronunciò un breve discorso fuori dalla struttura, chiamando la casa Nirmal Hriday “un luogo che testimonia il primato dell’amore”.

“Gesù Cristo, mentre insegnava ai suoi discepoli come potessero meglio dimostrare il loro amore per lui, disse: ‘In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo dei miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me’. Con l’aiuto di madre Teresa e delle Missionarie della Carità e di molti altri che hanno prestato servizio qui, Gesù Cristo è stato profondamente amato da coloro che la società considera spesso ‘gli ultimi dei nostri fratelli più piccoli’”, disse.

Nirmal Hriday attesta la profonda dignità di ogni essere umano. La cura amorevole che qui vediamo testimonia la certezza che il valore di un essere umano non è misurato con l’utilità dell’ingegno, con la salute o con l’infermità, con l’età, il credo o la razza. La nostra dignità umana ci viene da Dio nostro creatore, a cui immagine siamo stati creati. Nessuna privazione o sofferenza potrà mai rimuovere questa dignità, perché noi siamo sempre preziosi agli occhi del Signore”, aggiunse il Pontefice.

Dopo il suo discorso, il Papa salutò la folla riunita, in particolare le Missionarie della Carità.

Oltre a definire quella visita il “giorno più felice” della sua vita, Madre Teresa affermò che era “una cosa meravigliosa per il popolo, perché il suo contatto è il contatto di Cristo stesso”. Dopo quell’episodio, i due santi continarono ad essere amici e si fecero visita varie volte nel corso degli anni.

Dopo la morte di Madre Teresa nel 1997, San Giovanni Paolo II ha deciso di non aspettare il periodo di cinque anni per aprire la causa di canonizzazione della religiosa. Alla sua beatificazione nel 2003, il Pontefice polacco lodò l’amore di Madre Teresa nei confronti di Dio, dimostrato attraverso il suo amore per i poveri.

“Rendiamo lode a questa piccola donna innamorata di Dio, umile messaggera del Vangelo e infaticabile benefattrice dell’umanità. Onoriamo in lei una delle personalità più rilevanti della nostra epoca. Accogliamone il messaggio e seguiamone l’esempio”, ha dichiarato in quell’occasione.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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