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Che c’entra la cioccolata bollente con l’apocalisse?

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"C’entra, perché solo quando hai freddo senti il bisogno di cose calde. Tipo l’amore. La verità"

Lettere a una moglie #2 (ovvero l’esodo del duo con l’anello noto in tutto il mondo come Mienmiuaif) di Giuseppe Signorin

“Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca”, amore mio. Inizio questa lettera con un versetto apocalittico perché oggi fa veramente freddo e mi scolerei volentieri una tazzona di cioccolata bollente. Sono a dieta? Il punk di tuo marito a dieta? Ti pare punk mettersi a dieta? Che c’entra la cioccolata bollente con l’apocalisse? C’entra, perché solo quando hai freddo senti il bisogno di cose calde. Tipo l’amore. La verità. Roba che scotta di cui troppo spesso nel falso tepore a cui ci siamo abituati noi cristiani borghesucci (mi ci metto dentro per fratellanza ma sai benissimo che sono un punk e non un borghesuccio) non sentiamo neppure più la necessità.

Al diavolo l’essere tiepidi, mogliettina mia! Ho sentito di 13000 personeuomini, donne, preti, seminaristi, giovani, meno giovani – che quest’estate sono partite a due a due per le città di tutto il mondo senza niente dietro (neppure il cellulare!), solo la Bibbia, il salterio, il crocifisso, il rosario e un biglietto di andata e ritorno. “Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone”… Anche alcuni amici, Chiara e Filippo, e il tizio che abbiamo conosciuto identico a Quentin Tarantino, sono partiti per questa esperienza estrema, evangelica, per annunciare la Buona Notizia. E chi l’ha voluta sentire questa Buona Notizia? I barboni, i poveri, gli alcolizzati, le prostitute. Gli ultimi degli ultimi. Loro sono stati i primi ad alzare le antenne. E poi tantissimi disperati, come la ragazza che all’annuncio della Buona Notizia è scoppiata in lacrime e ha dato i soldi che aveva in borsa per comprare il veleno e ammazzarsi. O la signora ricchissima che stava piangendo e chiedendo per la prima volta aiuto a Dio e in quel momento gli suonano alla porta il tizio identico a Quentin Tarantino e il suo compagno di missione in cerca di cibo. Gente che più lontana non si può.

Eppure, a quanto pare, si hanno più chance di incontrare Cristo se si è freddi, distanti dalla fonte di calore tanto da non subirne più l’effetto e vivendo tutte le conseguenze che questo comporta, piuttosto che tiepidi, scaldati quel tanto che basta per starsene tranquilli, come sanguisughe che il più delle volte nemmeno lo sanno (o non gliene frega niente di saperlo) a chi appartiene quel sangue. Quentin Tarantino e gli altri 13000, nessuno escluso, hanno detto di aver provato una gioia pazzesca. Di essere entrati in contatto con Dio. Anche chi dopo tre giorni voleva tornare a casa. Anche chi non ha trovato un posto per dormire. O chi ha dovuto digiunare. Anche chi è stato rifiutato, chi apparentemente non ha visto i frutti. Tutti hanno provato gioia. Hanno toccato con mano Dio.

E questo mi fa andare in brodo di giuggiole, amore mio, perché noi non abbiamo fatto parte del “due a due” ma siamo pur sempre un duo, munito di anello per giunta, e giriamo con una chitarrina mignon e una valigia formato moglie (ecco, forse quest’ultimo dettaglio non è del tutto evangelico… anche il cellulare potrebbe essere di troppo… Ma la nostra versione del “due a due” si avvale di tutte le licenze poetico/coniugali del caso). Certo, è l’ennesimo tentativo di convincerti a non uscire dal gruppo come John/Jack Frusciante, a meno che questo non significhi scrivere un best seller nella collana di libri di cui tuo marito è il curatore (da curare). Comunque vada, che Dio ci salvi da una vita tiepida e non ci vomiti, meglio se tenendoci al caldo con una tazzona di cioccolata bollente piuttosto che al freddo. Sia fatta la Sua volontà. Ti amo.

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