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10 curiosità sul patrono e portiere dei Gesuiti

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Vedovo e rovinato economicamente, oggi è il santo protettore dei Gesuiti che non sono sacerdoti

Nelle prossime settimane si celebrerà il IV centenario della morte di Sant’Alfonso Rodríguez, S.J.. Nato a Segovia (Spagna) nel 1532, è il patrono dei fratelli della Compagnia di Gesù, quelli che pur avendo la vocazione alla vita religiosa nella Compagnia di Gesù non si sentono chiamati al sacerdozio ministeriale. Nonostante questo, anche loro assumono la missione della Compagnia con vari compiti.

Sant’Alfonso Rodríguez aveva proprio la condizione di fratello e spiccava per la sua vocazione di servizio e umiltà. Ma chi era questo santo, e chi lo ha canonizzato? Ecco 10 curiosità sulla sua figura e la sua eredità:

  1. È noto come il Santo portiere: “Vado, Signore” era la frase che ripeteva ogni volta che suonava la campana della portineria della scuola Montesión di Palma di Maiorca, in cui ha vissuto per più di quarant’anni.
  2. Vocazione di servizio: questa espressione per la quale viene ricordato mostra il suo carattere semplice e umile e la sua volontà di apertura a Dio.
  3. Si unì alla Compagnia di Gesù a 39 anni. Era un commerciante che andò in rovina e decise di rinnovare la sua vita dopo aver perso la moglie e i figli. Era il secondo di undici fratelli.
  4. Conobbe il beato Pietro Fabro, discepolo di Sant’Ignazio di Loyola. Il padre di Sant’Alfonso era un commerciante benestante e la sua famiglia accolse il beato quando questi arrivò a Segovia.
  5. Era un grande consigliere spirituale: la sua sensibilità, che gli faceva svolgere il suo ruolo di portiere con grande gioia, fece sì che molti lo cercassero come guida spirituale. San Pietro Claver, apostolo degli schiavi neri, era uno di questi.
  6. Possedeva due doni, quello della visione e quello della guarigione. Sant’Alfonso seppe per rivelazione che San Pietro Claver era destinato all’evangelizzazione in Sudamerica, dove in seguito Claver battezzò più di 300.000 schiavi. Il santo curò anche un superiore della comunità che soffriva di un reumatismo molto doloroso. Dopo aver pregato Sant’Alfonso tutta la notte, il superiore si svegliò guarito.
  7. Obbedienza assoluta: la sua vocazione era tale che quando era già anziano e malato accettò l’ordine del superiore della comunità di Montesión di partire come missionario per il Sudamerica. Si trattò solo di una prova di lealtà, e il santo non arrivò a compiere il viaggio.
  8. È autore di un trattato spirituale in tre volumi, nel quale si mostra come un mistico che dalla portineria illumina la visione universale della Compagnia di Gesù.
  9. È stato canonizzato nel 1888 da Papa Leone XIII. Pur essendo morto nel 1617, l’espulsione dalla Spagna dell’ordine gesuita ritardò la sua beatificazione e canonizzazione.
  10. Una casa gesuita a Bogotà porta il suo nome. In suo onore, questa comunità colombiana è chiamata Comunidad San Alonso Rodríguez.
jesuitas.es

Il 31 ottobre le comunità gesuite di tutto il mondo ricorderanno e omaggeranno la figura di Sant’Alfonso Rodríguez, S.J., con molteplici attività, eventi e celebrazioni.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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