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I cattolici polacchi circondano le frontiere del Paese per recitare il Rosario [Fotogallery]

RÓŻANIEC DO GRANIC, GALERIA
Kamil Szumotalski/ALETEIA
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“Dobbiamo proteggere le nostre famiglie dalla decristianizzazione che ci vogliono imporre. E costruiamo una barriera spirituale contro il pericolo del terrorismo”

Clicca qui per aprire la galleria fotografica

Centinaia di migliaia di cattolici polacchi si sono riuniti questo sabato alle frontiere del Paese per recitare il Rosario con un’intenzione speciale: salvare la Polonia e il mondo. L’iniziativa è stata promossa dalla fondazione Solo Dio Basta. Le seguenti immagini, pubblicate dal blog Senza Pagare, parlano da sé:

La data, 7 ottobre, non è stata scelta a caso: è la festa di Nostra Signora del Rosario, e la celebrazione della vittoria cristiana nella battaglia di Lepanto del 1571 contro gli ottomani che tentavano di invadere e dominare l’Europa. Quella vittoria è stata attribuita da allora alla recita del Rosario, “che salvò l’Europa dall’islamizzazione”, come ricordano i rappresentanti della fondazione Solo Dio Basta, creata da due giovani cineoperatori.

Hanno aderito al “Rosario alle Frontiere” 22 diocesi. I fedeli si sono riuniti in circa 200 chiese per partecipare a una conferenza e alla Santa Messa prima di dirigersi alle frontiere per recitare il Rosario.

L’obiettivo era coprire i 3.511 chilometri di frontiera della Polonia, che confina con Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ucraina, Bielorussia, Lituania, Russia e mar Baltico. Gli organizzatori speravano nella presenza di un milione di persone, ma sarebbe complicato calcolare quanti hanno partecipato davvero.

Per il portavoce della Conferenza Episcopale Polacca, padre Pawel Rytel Andrianik, l’obiettivo non era quantitativo ma qualitativo: offrire una preghiera per la pace nel mondo attraverso Nostra Signora. Di fronte ad alcune critiche di xenofobia e islamofobia, padre Pawel ha chiarito che “non si tratta di chiuderci agli altri, al contrario: andare alle frontiere con il Rosario vuol dire abbattere i muri, aprirci ai russi, ai bielorussi, agli slovacchi, agli ucraini e ai tedeschi”.

Per alcuni militanti cattolici considerati nazionalisti, l’iniziativa fa parte di un’esplicita reazione cattolica all’espansionismo islamico nel continente europeo. Marcin Dybowski, editore di libri religiosi e responsabile della Crociata del Rosario per la Patria, ha dichiarato all’agenzia AFP: “L’Europa è invasa dall’islam, che non rispetta i nostri costumi, la nostra civiltà. Gli attentati provocano centinaia di vittime. L’Europa finge soltanto di proteggere le proprie frontiere, ma la verità è che non ha frontiere. La Merkel le ha spalancate. La Polonia è in pericolo. Dobbiamo proteggere le nostre famiglie, le nostre case, il nostro Paese, da ogni tipo di pericolo, ma anche dalla decristianizzazione della nostra società che i liberali dell’Unione Europea ci vogliono imporre. L’Austria e l’Ungheria alzano muri di filo spinato contro i rifugiati. Noi edifichiamo una barriera spirituale mediante la preghiera contro il pericolo del terrorismo”.

 

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