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13 ottobre 2017, 100 anni da Fatima: bisogna aspettarsi qualcosa?

Giovanni Marcotullio - Aleteia Italia - pubblicato il 10/10/17

L’attacco alla famiglia

Significa che va tutto bene? No, ma che se si vigila e se non ci si fa abbindolare non si può risultare definitivamente sconfitti. Proprio oggi pomeriggio mi sottoponevano un articolo in cui si rendeva conto (con giusto e vibrante sdegno) degli abusi pastorali, liturgici e disciplinari occorsi a Vadstena, non distante da Stoccolma, dove si è permesso di ospitare in una chiesa cattolica – quella che conserva le reliquie di Santa Brigida, compatrona d’Europa – un “matrimonio” gay tra due luterani. Sì, perché dai tempi della Riforma lo storico monumento del medioevo cristiano scandinavo è stato ordinariamente spogliato dei sacri misteri per cui era stato eretto, e anche solo toccare la questione della legittimità di un simile stato di cose rischia di far precipitare relazioni non solo ecumeniche, ma anche diplomatiche (trattasi di “Chiesa di Stato”). Ebbene, la persona che mi sottoponeva l’articolo – persona degnissima e molto preparata – mi chiedeva se simili eventi non fossero collegabili alla desacralizzazione dello spazio sacro che anche da noi e con le migliori intenzioni avviene (si riferiva apertamente al caso del pranzo coi poveri in San Petronio).

Mi sono sentito di confermare le cose che avevo già espresso in argomento, aggiungendo inoltre che occasioni come quella svedese ci offrono a mio avviso uno spunto importante per alzare la voce contro gli abusi, contro chi li compie e contro lo stesso concetto deviato di bene e di male che vi si manifesta. Mi spiego: non “nonostante”, ma proprio perché è lecito evangelizzare con un pasto offerto dalla Chiesa ai poveri in San Petronio, appunto per questo è ancora più grave che le chiese vengano adibite a teatrini in nessun modo buoni, in nessun modo evangelici, in nessun modo sacri. È la stessa Amoris lætitia che, recependo le istanze sinodali, ricorda nero su bianco come non esista «“[…] fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia”; ed è inaccettabile “che le Chiese locali subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il ‘matrimonio’ fra persone dello stesso sesso”» (AL 251).

Certamente questa della diffusione del “matrimonio” omosessuale è un gravissimo attacco decostruzionista che il nostro tempo sferra alla famiglia. Contestualmente a quelli al clero, tanto confuso sulla propria identità e sballottato tra nostalgie passatiste e fughe nel vuoto (i c.d. “progressisti” non vanno “in avanti” più dei veggenti dell’inferno dantesco), e a quelli ai religiosi e ai missionari, la cui stessa ragion d’essere – cioè la perfezione evangelica e il Regno di Dio su questa terra – appare in parte evacuata in radice. È dunque non solo lecito, ma anche prudente e saggio, considerare questi fatti mondani alla luce delle parole di Nostra Signora di Fatima. Davanti a tanta concretezza, quasi brutale, della Madonna, certi discorsi aleatori sui “cento anni” (che comunque, stando alla visione di Medjugorie, coincidono col XX secolo e non hanno a che fare col 2017) rischiano di apparire un’inutile divagazione, buona a passare per pazzi davanti ai non credenti (cf. 1 Cor 14,23) e a perdere di vista i punti fondamentali anche tra di noi.




Leggi anche:
13 del mese: cosa c’è da sapere sul modo di ottenere l’indulgenza di Fatima

Leone XIII

Ma passiamo all’altro riferimento ai cento anni di scioglimento delle catene. Il 13 ottobre 1884 anche Leone XIII avrebbe avuto una visione (privata anche questa, dunque in nulla vincolante, per il singolo fedele, quanto alla fede cattolica) mentre assisteva a una messa di ringraziamento. Padre Amorth lo raccontava così nel suo libro-intervista con Paolo Rodari:

A un certo punto coloro che si trovano attorno a lui vedono che alza il capo verso l’alto. Guarda dritto innanzi a sé come fosse in trance. Cosa sta guardando? Il suo viso cambia colore. Diviene rosso. Leone XIII sembra spaventato. A tratti addirittura atterrito come se si trovasse in un mondo mostruoso. Poco dopo, come se nulla fosse, si alza e si dirige di buon passo verso il proprio studio.

Gabriele Amorth – Paolo Rodari, L’ultimo esorcista 207

Lì il Papa avrebbe composto di getto la famosa Preghiera a san Michele Arcangelo, disponendo la sua immediata e universale diffusione. Al giornalista che chiedeva “perché questa preghiera?”, l’esorcista spiegava:

Per la visione che poco prima ha avuto. È una visione che riguarda il futuro della Chiesa. Un periodo di circa cento anni in avanti quando il potere di Satana avrebbe raggiunto il suo culmine. Cento anni! Sostanzialmente la nostra epoca!

Ivi, 208

Anche qui, pur accogliendo con la massima serietà questa rivelazione, e ricordando che in qualità di rivelazione privata essa non può in alcun modo sovrastare l’insegnamento costante della rivelazione pubblica della Chiesa, s’impongono due obiezioni a quanti sembrano in ansia per il centenario che ricorre a giorni:

  1. 100 anni dal 1884 non scadono nel 2017. E neanche “circa cento [non più scritto in cifre] anni”. Non si vorrà dire che il giorno e il mese devono essere assolutamente precisi, ma l’anno no…;
  2. quali sono le fonti più antiche che attestano questa eziologia al testo della preghiera a san Michele (che è un documento e che dunque fa già parte dei fatti storici acclarati)?

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