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Cosa fare dei vecchi sacramentali?

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Yunava1 | Shutterstock

Philip Kosloski - pubblicato il 09/10/17

Alcuni consigli per quando ci si rompe, per esempio, un rosario o un crocifisso

I cattolici che usano i sacramentali (scapolari marroni, medaglie di San Benedetto, rosari benedetti…) si trovano spesso davanti al dubbio quando l’oggetto in questione si rompe o si consuma. Cosa si dovrebbe fare con questi oggetti santi? Va bene gettarli semplicemente nella spazzatura?




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In breve, i sacramentali sono qualsiasi oggetto riservato o benedetto dalla Chiesa allo scopo di santificare la nostra vita e di avvicinarci ai sacramenti. Sono segni sacri e ci offrono la grazia (l’aiuto spirituale) attraverso l’intercessione della Chiesa.

I sacramentali usati a casa possono essere oggetti religiosi benedetti da un sacerdote o un diacono – un rosario, una medaglia, un crocifisso, perfino una candela.




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Indipendentemente da ciò che sia, se un oggetto è stato benedetto da un membro del clero dev’essere trattato con il dovuto rispetto (cfr. Canone 1171).

Come cattolici, crediamo che le benedizioni dei ministri ordinati abbiano un vero potere spirituale.

Ciò è evidente soprattutto nei sette sacramenti, in cui le parole del sacerdote possono realizzare una trasformazione spirituale. L’esempio più ovvio è l’Eucaristia, in cui attraverso le parole del sacerdote il pane e il vino a Messa diventano il Corpo e il Sangue di Cristo. È un miracolo che Dio realizza attraverso le parole pronunciate dai ministri che ha scelto.

A un livello analogo ma molto inferiore, crediamo che quando un sacerdote o un diacono benedice un oggetto religioso cambi qualcosa. Possiamo non essere in grado di vederlo, ma a volte possiamo sentire il peso spirituale di un sacramentale che è stato benedetto.

Di conseguenza, ai cattolici si dice di disporre dei vecchi sacramentali in un modo che mostri la dovuta reverenza. Tutti i sacramentali possono essere bruciati o seppelliti per disporne in modo appropriato. Questo tipo di disposizione onora il loro obiettivo sacro e li fa tornare alla terra in modo degno. Se non si è in grado di fare una delle due cose, il sacramentale può essere portato nell’ufficio parrocchiale, dove qualcuno se ne potrà occupare.

Spesso dimentichiamo che le cose fisiche che vediamo sono solo una parte di un universo molto più ampio. Intorno a noi esiste un mondo spirituale che non riusciamo a vedere ma influisce costantemente sulla nostra vita. Trattando con rispetto i sacramentali, riconosciamo questa verità fondamentale e onoriamo la benedizione celeste realizzata sull’oggetto da un sacerdote o un diacono.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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