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Chiara Maria: “La mia più grande paura è quella di morire lontana da Cristo”

Screenshot dalla copertina del libro

Chiara Maria

Silvia Lucchetti - Aleteia Italia - pubblicato il 09/10/17

Il racconto della malattia e della morte di una ragazza di 25 anni che non ha maledetto la sua storia ma ha testimoniato nella sofferenza l’amore di Dio, accompagnata dalla famiglia e dalla sua comunità

È domenica sera e ho appena finito di leggere “Credere per Vedere” di Massimiliano Giglio (Araba Fenice libri). Ho trattenuto a fatica l’emozione nello scorrere queste pagine che raccontano la storia della malattia e della morte della giovane Chiara Maria, salita al cielo all’età di 25 anni a causa di un tumore della pelle. Arrivata alla fine del libro ho pensato che davvero si può vivere la grazia di una morte santa, accettando la volontà di Dio, soffrendo ma senza cadere nella disperazione, amando e conservando la fede con forza. Questo è ciò che ha fatto la giovane e coraggiosa Chiara Maria, testimoniando che proprio nella sofferenza l’uomo è più vicino a Gesù, e che anche se non comprendiamo il perché di una croce – nel suo caso la malattia – c’è un senso profondo e misterioso nel quale il Signore opera.

«Dio non vuole fregarmi, ma ha un piano “molto particolare” per me»

Scriveva infatti così Chiara a padre Dominik – il sacerdote che accompagna la comunità neocatecumenale dove Chiara Maria, fin dalla adolescenza, camminava insieme ad altri cinquanta fratelli nella parrocchia romana di Santa Francesca Cabrini – che le aveva dato il compito di annotare delle ammonizioni, piccole riflessioni, sulle letture della Veglia di Pasqua a cui non avrebbe potuto partecipare per il suo precario stato di salute:

Di questa lettura mi colpisce la misericordia con la quale il Signore decide di purificare, benedire, donare un cuore di carne, donare il Suo Spirito, al popolo d’Israele, nonostante esso sia un popolo di peccatori. In fondo, il popolo d’Israele siamo noi, che non riusciamo mai a vedere tutti i doni che Dio ci manda, e dubitiamo costantemente del Suo immenso amore. In realtà, in questo momento specifico, ammetto di aver dubitato fortemente dell’amore di Dio per me, perché pensavo di non meritare questa malattia, di non meritare questa famiglia così disastrata, e tante altre cose. Poi, però, mi torna alla mente che “le vostre vie non sono le mie vie”, e perciò penso che il perché di tutto questo lo capirò, e sicuramente Dio non vuole fregarmi, ma ha un piano “molto particolare” per me.




Leggi anche:
“Quello che vuole Dio, io lo faccio”.

“Chiara è stata per me veramente una testimone dell’amore di Dio”

Il libro è scritto da Massimiliano, fratello di comunità di Chiara e cugino del suo fidanzato Stefano. Dopo il bellissimo funerale (sembra paradossale dirlo ma questo è ciò che si vive quando si sperimenta che Cristo ha vinto la morte), Massimiliano ha sentito l’urgenza di condividere questa testimonianza, di metterla su carta, pur non essendo un letterato né uno scrittore. Ma a lui non è importato il bello stile, si è dedicato con passione e fede a raccontare per non dimenticare, perché quello che gli preme è ciò che Chiara Maria ha rappresentato per la sua vita, per la sua conversione, e non solo per la sua, ma per quella di tutta la loro comunità, per la famiglia di Chiara non più unita per cui lei soffriva.

In questo emozionante video di Tv2000 Massimiliano esordisce dicendo: “Chiara è stata per me veramente una testimone dell’amore di Dio”.

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Tags:
amore di diocammino neocatecumenalemalattiatestimonianze di vita e di fede
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