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San Nicola e le reliquie della discordia. Dalla Turchia: quelle originali sono qui. La replica di Bari: supposizioni

Iliya Pitalev | Sputnik
Patriarche Cyrille de Moscou et de toutes les Russies baisant le reliquaire de saint Nicolas de Bari, dans la cathédrale du Christ-Sauveur, à Moscou. Iliya Pitalev/Sputnik
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Un team di archeologi annuncia di aver localizzato nei pressi di Antalya il corpo del santo e innesca il braccio di ferro con la basilica del capoluogo pugliese

San Nicola non si è mai spostato dalla Turchia. E le ossa portate dai 62 marinai a Bari nel 1087 apparterrebbero a un sacerdote. La notizia diffusa dal quotidiano turco Hurriyet e poi ripresa dalla Bbc sarebbe un duro colpo per i baresi, che hanno fatto del vescovo di Myra il simbolo assoluto della loro identità da un millennio.

Ecco, però, che arriva una notizia destinata a far discutere gli storici (e non solo): san Nicola non avrebbe mai lasciato Myra. Il suo corpo si troverebbe a Demre – cittadina nata proprio dalle rovine di Myra – nella chiesa a lui intitolata nel distretto di Antalya (La Repubblica, 5 ottobre).

“SOTTO IL PAVIMENTO C’E’ SAN NICOLA”

La scoperta è di un gruppo di archeologi che lavora da tempo sul sito: il direttore degli scavi e dei monumenti di Antalya, Cemil Karabayram, ammette che durante la campagna che prosegue da tre mesi nella chiesa è stata rinvenuta una sezione speciale, nella quale potrebbe esserci la tomba di san Nicola. «Il tempio sotto il pavimento della chiesa è in buone condizioni. Crediamo che finora non sia stato danneggiato. Ma è difficile entrarci perché ci sono pietre con motivi: dovrebbero essere estratte una a una e poi rimosse». Lì sotto, secondo le speculazioni, ci sarebbero i resti di san Nicola.

I DOCUMENTI DAL 1942 al 1966

Un’ipotesi supportata anche dalle carte. «Abbiamo studiato tutti i documenti dal 1942 al 1966 – prosegue Karabayram – C’erano alcune note, secondo le quali questa chiesa è stata demolita e poi ricostruita. Durante la ricostruzioni, i marinai di Bari presero le ossa. E si dice che non appartenessero a san Nicola, ma a un sacerdote» (National Geographic, 5 ottobre).

“CONSERVATO IN UNA SEZIONE SPECIALE”

A sostenere questa tesi c’è qualcun altro: la professoressa Yildiz Ötüken del dipartimento di Storia dell’arte dell’Università di Hacettepe, che ha guidato la campagna di scavi di Demre per vent’anni. «Proprio lei dice che San Nicola è conservato in una sezione speciale», continua Karabayram.

I lavori intanto continuano con l’impiego di uno scan CT e del georadar. «Raggiungeremo il terreno e forse troveremo il corpo intatto di san Nicola», confida l’archeologo.

LA CRONACA DEL “SACRO FURTO”

Dalla Basilica di San Nicola arriva una replica di Padre Giovanni Distante sulla Gazzetta del Mezzogiorno (6 ottobre):

«Il «sacro furto» delle reliquie di San Nicola, realizzato dai Baresi nel 1087, è ampiamente documentato dalle «cronache» del tempo, come testimoniato ad esempio da Pasquale Corsi nel volume La Traslazione delle reliquie di San Nicola: le Fonti, a cura del Centro Studi Nicolaiani, diretto da P. Gerardo Cioffari. Giovanni Arcidiacono, che scrisse su commissione dell’Arcivescovo Ursone, parla di un «rapimento di un così grande tesoro … realizzato con l’aiuto degli Angeli».

“LA NOTIZIA ANDAVA VERIFICATA”

Secondo Padre Distante, «ogni scoperta archeologica presenta interrogativi che richiedono l’intervento degli specialisti dei vari contesti che si vanno indagando. Da parte turca, la notizia andava verificata con risposte indubitabili prima ancora di essere diffusa così repentinamente. Si tratta, quindi, di semplici supposizioni».

LA RICHIESTA DI ANKARA

Il domenicano poi ricorda la richiesta del 2009 di Ankara, che chiese all’Italia la restituzione delle reliquie di San Nicola, ma la richiesta non fu accolta:

«Noi della Basilica di San Nicola di Bari abbiamo appreso la notizia dai media. In un recente passato sono state avanzate richieste di “restituzioni” delle reliquie del Santo da parte delle autorità turche. Da restituire a chi e per farne cosa? Né va dimenticato che alcune reliquie del Santo si trovano anche a Venezia. Domande che non avrebbero più ragion d’essere se nella tomba individuata nello spazio vuoto sotto il pavimento della Basilica di Myra vi fossero realmente le ossa di San Nicola».

RICADUTE TURISTICHE

Il finale è al vetriolo:

«Non mi pronuncio sulla ricaduta che una simile notizia può certamente portare a turismo ed economia locali, forti anche del legame della figura del Santo con il mito di Santa Claus. Mi auguro che la recente “scoperta” possa accelerare e portare a termine i lavori di scavo che senz’altro restituiranno lo splendore spirituale di quella che fu la sede del Santo Vescovo di Myra».

Stefano Valeri I Shutterstock
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