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La “conversione” di Sergio Staino, il vignettista ateo che ora racconta la vita di Gesù

Sergio Staino
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Pubblicata su Avvenire la prima vignetta. "Le parole di papa Francesco sui migranti mi hanno aperto il cuore". Ma sulla fede nessun passo indietro. "A Dio proprio non c'arrivo"

“La conversione” di Sergio Staino. Il vignettista ateo, toscano di Piancastagnaio, 77 anni, da domenica 1 ottobre ha iniziato a pubblicare una serie di vignette su Avvenire che raccontano la vita di Gesù, dal titolo: ‘Hello Jesus’.

DA BOBO ALL’UNITA’

Staino è il creatore di Bobo, il marxista leninista con gli occhiali sopra a un grosso naso, sempre perplesso circa l’evolversi dei tempi e gli sbandamenti del Partito, o di ciò che ne rimane.

Sergio Staino
© Sergio Staino | Facebook

È da quarant’anni vignettista per l’Unità, l’Espresso e molte altre testate e programmi televisivi. È, tuttora, da alcuni mesi, anche direttore dell’Unità, benché il giornale al momento non esca in edicola. Ed è perfino presidente onorario della Uaar, Unione atei e agnostici razionalisti (Avvenire, 1 ottobre).

“UNO SGUARDO APERTO SULLA REALTA'”

Ma allora cosa lega un personaggio così lontano da Dio ad un giornale che invece è ispirato dalla dottrina cattolica? «Già otto anni fa – spiega Staino al quotidiano dei vescovi – ho messo mano a questo mio Gesù, ma non ho mai pubblicato le strisce. Solo ora le ho proposte ad Avvenire, giornale di cui ho stima. Trovo che il giornalismo cristiano abbia uno sguardo aperto sulla realtà».

“SPERAVO DI VEDERE L’ANGELO CUSTODE”

D’altro canto la formazione di Staino è stata tutt’altro che lontano da Dio e dalla Chiesa. «Devo dire anche che io sono cresciuto, come tanti, in un oratorio, e con dei preti simpatici. Se ci credevo? Ero un bambino che si voltava di scatto, sperando di vedere l’angelo custode. Mio nonno, anarchico e non credente, mi fece mandare a dottrina: ‘Da grande, deciderà lui…’. E infatti da ragazzo ho deciso: mi sono ritrovato incapace di credere a qualcosa di non materiale, di non scientificamente dimostrabile».

Sergio Staino
© Sergio Staino | Facebook

“UN BELLISSIMO PERSONAGGIO STORICO”

E allora via con il ’68 e il pieno sostegno alle battaglie contro la famiglia tradizionale. «Con tutto ciò quando incontravo don Ernesto Balducci, mio amico e conterraneo, mi diceva: ‘Guarda, Sergio, che tu in fondo sei più credente di me‘».

In realtà «io sono ateo e resto ateo. Per me Gesù è un bellissimo personaggio storico, il primo dei socialisti, il primo a combattere per i poveri. Lo dico sempre, quando vado nelle scuole a parlare: non mi toccate Gesù, che ha fatto tanto bene al mondo…».

“MI INCURIOSISCE LA SUA VITA PRIVATA”

Insomma, nelle mente di Staino, per essere concreti, Gesù non è mai stato il figlio di Dio. Piuttosto, dice lui, «mi incuriosisce la vita di quell’uomo fino ai trent’anni, quando era il figlio di un artigiano e di una madre apparentemente come le altre. È su questo Gesù della vita privata che mi concentrerò soprattutto nelle strisce per Avvenire».

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