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Com’è morto davvero Giovanni Paolo I?

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Salvador Aragonés - pubblicato il 29/09/17

Quando morì Giovanni Paolo I, l’allora cardinal Wojtyła si ricordò della Madonna di Częstochowa, nella cui festa era stato eletto il Papa. Molti cardinali si chiesero che significato avesse un pontificato così breve e cosa volesse dire lo Spirito Santo. I cardinali polacchi lo seppero quando venne eletto Papa il cardinal Wojtyła.

La morte improvvisa del Papa sei settimane dopo la sua elezione era un evento unico nella storia. Era un’epoca in cui l’informazione del Vaticano soffriva di poca trasparenza, e questo è sempre il motivo per cui sorgono mille e una voce, mezze verità, bugie.

Il giornalismo anglosassone, molto rigoroso in alcuni casi e molto sensazionalista in altri, lanciò la teoria dell’assassinio. Il titolo “Murder in Vatican City” era appetitoso. Bisogna verificare le contraddizioni e le mezze parole tra le varie dichiarazioni rilasciate dopo la morte del Papa. Si doveva compiere un’inchiesta in Vaticano – anche se tra funzionari e monsignori di secondo rango – e trovare il punto debole. E iniziò così a prendere corpo la teoria dell’omicidio. Gli auturi sarebbero stati la mafia italo-americana collegata alla banca del Vaticano, la massoneria e perfino settori estremi della Chiesa.




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All’epoca ero corrispondente stampa a Roma. Ho letto abbastanza di ciò che è stato scritto sulla morte di Papa Luciani e ho constatato molti errori, falsità e confusione a livello di persone, cariche, date e dati concreti in articoli e libri. Continuo quindi a confidare nella versione che come giornalista ho visto e ascoltato a Roma sulla morte di Giovanni Paolo I: morte naturale per infarto.

Il giornalista John Cornwell, ex seminarista “convertito” all’ateismo, è stato quello che ha giocato di più con la tesi dell’assassinio di Giovanni Paolo I. La stessa BBC dovette rettificare e riconoscere il suo “errore” in un reportage ispirato a Cornwell che accusava la Chiesa di silenzio di fronte al nazismo e all’Olocausto.

Col passare degli anni la verità si sta ormai imponendo. Giovanni Paolo II ha indagato sul tema e ha visto che non c’era niente di fondato. Credo che tutto questo trambusto informativo sia stato dovuto alle informazioni scarse e parziali che vennero fornite.

Il mondo era inoltre diviso in due blocchi, quello comunista e quello occidentale. Anche la Chiesa era divisa per via delle dispute del post-Concilio. Tutto era possibile.

Il segretario particolare del Papa, don Diego Lorenzi, che lo era già a Venezia, dichiarò a Il Corriere di Como che il 27 settembre 1978, poco prima di morire, a cena c’erano Papa Luciani, padre Magee e lui. Il Papa disse che sentiva delle fitte e un forte senso di oppressione, e si mise le mani davanti al petto. Padre Magee disse: “C’è il medico di turno, lo chiamiamo”, ma il Papa replicò: “Sta passando”.

“Quando lo accompagnai in camera indicai la testata del letto con il pulsante per chiamare in caso di necessità. Qualche ora dopo fu trovato morto. Si attribuì il decesso a infarto al miocardio intorno alle 23. E io a ciò mi attengo, né ho altro da aggiungere”, ha dichiarato don Lorenzi, dell’Opera Don Orione.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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