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Che cos’è l’erotismo secondo la Teologia del Corpo?

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Nulla di spiccatamente sessuale. Ma una “ricchezza del cuore”. Gesù ne “parla” nel Discorso della Montagna

Secondo Platone, l’«eros» rappresenta la forza interiore, che trascina l’uomo verso tutto ciò che è buono, vero e bello. Questa «attrazione» indica, in tal caso, l’intensità di un atto soggettivo dello spirito umano.

Nel significato comune, invece – come anche nella letteratura – questa «attrazione» sembra essere anzitutto di natura sensuale.

PULSIONE SOGGETTIVA

È proprio per questa interpretazione dell’«eros» che acquista importanza fondamentale anche il modo in cui intendiamo la «concupiscenza», di cui si parla nel Discorso della Montagna. In senso psicologico e sessuologico, la concupiscenza indica la soggettiva intensità del tendere all’oggetto a motivo del suo carattere sessuale (valore sessuale).

Quel tendere ha la sua soggettiva intensità a causa della specifica «attrazione» che estende il suo dominio sulla sfera emotiva dell’uomo e coinvolge la sua «corporeità».

Cioè, più intensamente ci sentiamo presi e coinvolti emotivamente da quel corpo, più ne siamo attratti sessualmente. E per ognuno di noi questa pulsione è soggettiva. L’ «eros» diventa così la fonte dell’erotico.

UN APPELLO AL CUORE DELL’UOMO

Ma l’erotico è anche il luogo dove l’eros incontra l’ethos della redenzione, cioè l’inizio del processo di redenzione.

In che modo? Comprendendo correttamente la specifica e complessa ricchezza del «cuore», a cui Cristo si richiamò nel suo enunciato di Matteo 5, 27-28, estrapolato dal Discorso della Montagna.

Le parole di Matteo 5, 27-28 sono un appello rivolto al cuore umano. Tale appello è la categoria propria dell’ethos della redenzione e significa pure la possibilità e la necessità di trasformare ciò che è stato appesantito dalla concupiscenza della carne.

NON SOLO UN DIVIETO

Quei passi del Vangelo significano che, nell’àmbito erotico, l’«eros» e l’«ethos» non divergono tra di loro, non si contrappongono a vicenda, ma sono chiamati a incontrarsi nel cuore umano, e, in questo incontro, a fruttificare.

Noi siamo comunemente propensi a considerare le parole del Discorso della Montagna sul «guardare per desiderare» esclusivamente come un divieto, un divieto nella sfera «erotica». E molto spesso ci contentiamo soltanto di tale comprensione, senza cercare di svelare i valori veramente profondi ed essenziali che questo divieto copre, cioè assicura.

LA PIENA MATURITA’ DEI RAPPORTI

Assai spesso si ritiene che sia proprio l’ethos a sottrarre spontaneità a ciò che è erotico nella vita e nel comportamento dell’uomo; e per questo motivo si esige il distacco dall’ethos «a vantaggio» dell’eros. Colui che accetta l’ethos dell’enunciato di Matteo 5, 27-28 deve sapere che è anche chiamato alla piena e matura spontaneità dei rapporti, che nascono dalla perenne attrattiva della mascolinità e della femminilità.

MATURITA’ E BELLEZZA SPIRITUALE

E’ proprio a prezzo del dominio su di essi [i suoi impulsi] che l’uomo raggiunge quella spontaneità più profonda e matura, con cui il suo «cuore», padroneggiando gli istinti, riscopre la bellezza spirituale del segno costituito dal corpo umano nella sua mascolinità e femminilità.

 

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